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Visite domiciliari mai effettuate?Il Dottor Renato Boatto responsabile di truffa aggravata

Visite domiciliari mai effettuate?Il Dottor Renato Boatto responsabile di truffa aggravata

dicembre 24
05:15 2015

Articolo riportato dalla fonte seguente.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/11/18/news/truffa-all-asl-10-condanna-a-sette-mesi-1.12472140

Il medico Renato Boatto, accusato di aver segnalato 120 visite domiciliari mai effettuate tra il 2007 e il 2013.

medico truffa

SAN DONA’. Ha puntato all’assoluzione, ma ieri il giudice veneziano Roberta Marchiori lo ha ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata ai danni dell’Asl 10 del Veneto Orientale e lo ha condannato a una pena di sette mesi di reclusione e 300 euro di multa. Il medico di famiglia Renato Boatto (61 anni, San Donà), comunque, ha ottenuto la sospensione condizionale della pena. Il pubblico ministero veneziano Stefano Ancilotto aveva chiesto un anno di reclusione.

Prima della discussione, ieri, il magistrato ha interrogato un testimone, la madre di due pazienti di Boatto, la quale ha riferito che in qualche occasione il dottore aveva visitato i suoi figli ma non con la frequenza segnalata dal medico. Quindi, le visite domiciliari sarebbero state un numero inferiore di quelle segnalate come eseguite da Boatto.
Inizialmente erano stati ben 39 i medici finiti sotto inchiesta sulla base degli atti raccolti dalla Guardia di finanza, la maggior parte di Portogruaro, San Donà e del litorale.

L’imputato doveva rispondere di una truffa per quattromila euro per 120 visite segnalate che non avrebbe effettuato, sempre tra gli anni dal 2007 al 2013. I medici erano sospettati di essere coinvolti nelle visite domiciliari programmate e, a quanto risulta, mai eseguite.
Gli investigatori delle fiamme gialle avevano esaminato i referti di 1.800 visite domiciliari, con i relativi report inviati all’Asl di riferimento.
Una truffa che sarebbe stata quantificata in circa 53mila euro.

I medici, dunque, non avrebbero eseguito materialmente le visite mediche a domicilio dei pazienti, ma si sarebbero limitati magari a una telefonata. Oppure quelle visite, pur segnandole nella loro cartella per ottenere il rimborso con una nota all’azienda sanitaria, non le avrebbero proprio eseguite. Questo risulta dalla indagini della Guardia di finanza sandonatese, si tratta di visite che vengono normalmente programmate sulla base delle valutazioni di una commissione specifica che seleziona pazienti con particolari disagi, problemi di deambulazione e salute che consentono di avere il beneficio delle visite direttamente a casa.

Per ogni visita il medico percepisce 25 euro.

Alla fine la maggior parte delle posizioni era stata archiviata e, prima della condanna di ieri, altre tre medici avevano patteggiato un anno di reclusione.

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