Tutti gli articoli di E. Vacciniinforma

“Hiv”? Ad oggi mai visto, nonostante le bugie messe in atto dai televenditori trash di big pharma.

Vacciniinforma propone di seguito un’interessante intervista e ringrazia due grandi professionisti per il loro prezioso contributo.

Ringraziamo questi brillanti esperti ( microbiologia e anatomia patologica). Ricordiamo che entrambi hanno un PhD in biologia molecolare e cellulare  per questo motivo, daremo loro spazio.

Diamo spazio alle evidenza e alla vera scienza.

 Non scriveremo i loro nomi  perché oltre a tutelare chi davvero ci mette la faccia, crediamo non sia rilevante per la comprensione del seguente articolo.

Confidando nella comprensione dei nostri lettori, con la speranza che facciano tesoro delle delucidazioni e della realtà elargita in merito ad una tematica di rilevante importanza.

Potere ai vertici e omissioni della scienza ufficiale.

Un virus inesistente che serve all’economia a discapito della salute dei cittadini.

Hiv/Aids. Documenti ufficiali aggiornati e scaricabili gratuitamente

Aids e Hiv, una “malattia” dovuta “probabilmente” a questo virus che in realtà si chiama HTLV3.

Perché “probabile”?

Siamo nel 1984 quando Robert Gallo e Margaret Heckler annunciarono in conferenza stampa (strano modo per la scienza quello di utilizzare i media per una notizia così sconvolgente e di rilevante importanza) la scoperta di un terribile “virus”  in seguito definito come AIDS.

E’ bene ricordare che la ricerca di Robert Gallo non fu visionata dalla comunità scientifica. Questo è grave. Non si può urlare al mondo intero una tesi non verificata.

Ma questo virus serviva,era perfetto. Bisognava subito arginare quello che la scienza non era riuscita a fare riguardo al mostro del Cancro.

La gente doveva distogliere lo sguardo(come sempre) dal reale problema,così ecco pronta la farsa mondiale, la nuova pandemia di cui la causa era addirittura “probabile” (in medicina vige il principio di probabilità è molto importante saperlo ed’è abominevole).

 Nessuna cura al cancro venne trovata dalla medicina ufficiale (è nota la lotta medica e politica nei confronti di quella che viene definita come medicina “non convenzionale) così fu imputato il virus Hiv di una nuova pandemia.

Ma questo virus esiste davvero?

E’ vero che il presunto HIV non si vede al microscopio elettronico IN VIVO. Le condizioni di laboratorio, parliamo quindi di situazione IN VITRO, nelle quali si afferma di “vederlo” sono condizioni in cui le colture cellulari vengono stimolate con molte sostanze dette “mitogeni” che inducono molte variazioni e reazioni biochimiche nello scenario di laboratorio. Queste sostanze da sole causano la comparsa di “particelle” che possono in effetti sembrare retrovirus, ma non lo sono affatto perché non si trasferiscono da una coltura cellulare all’altra, non sono “infettive”. Quindi sono particelle di natura endogena. Tuttavia, nel caso di Hiv, senza tale stimolazione nemmeno in vitro si vede nulla. E’ lo stesso problema riscontrato fin dal 1983 negli esperimenti di Gallo e Montagnier. Ricordo che in nessuno di questi articoli, considerati la dimostrazione della “scoperta” di un nuovo retrovirus, viene data per certa né l’esistenza di un nuovo retrovirus esogeno né tanto meno un suo ruolo causale nell’AIDS. Montagnier e il suo gruppo lo scrivono a chiare lettere.

Come precisano che “this virus is a typical type-C RNA tumor virus”, ovvero una categoria totalmente diversa da quella a cui Hiv viene fatto appartenere oggigiorno. Gli articoli di Gallo non sono nemmeno articoli scientifici e ricordiamo che venne licenziato dal National Institute of Health per “scientific fraud and misconduct”. Il problema è che la maggior parte dei medici e ricercatori non ha nemmeno mai letto tali articoli. Siamo proprio noi medici i primi ad essere “ingannati”, fuorviati verso una certezza che, se indagata, si dimostra basata sul nulla.

1 .hiv

2. hiv

La questione della morfologia in microbiologia: questa identifica un agente patogeno come appartenente ad una categoria precisa.

Sono parametri fissi, che non cambiano. Se una particella non ha quella dimensione specifica e unica che la fa appartenere ad una specifica ed unica famiglia di virus, allora semplicemente non è quel virus. E’ molto banale. E infatti quando nel 1997 (stranamente lo stesso anno in cui Montagnier ammise in una intervista col giornalista Djamel Tahi “lo ripeto, non l’abbiamo purificato”) su Virology si tentò finalmente di fare ciò che nessuno (incluso Montagnier, Sinoussi, Chermann, etc..) aveva mai fatto, ovvero purificare il presunto Hiv, si vide senza alcuna ombra di dubbio non solo che non ci si trova davanti ad un retrovirus, ma ancora meno appartenente alla sottofamiglia dei Lentivirius. La morfologia, il diametro e diversi altri parametri tipici dei retrovirus, infatti, sono totalmente diversi rispetto alle rappresentazioni grafiche di Hiv che si trovano ovunque. Sono diversi dalla definizione di Hiv che viene data sui testi universitari (anche su manuali prestigiosi come il Robbins si trova solo un disegno di Hiv, nessuna foto reale) e dagli specialisti. Non ultimo Hans Gelderblom, uno dei più grandi esperti mondiali in microscopia elettronica che ha lavorato a lungo con Montagnier che afferma in un suo celebre articolo che:

“Retroviruses are enveloped viruses with a diameter of 100-120 nm [nanometre=10-9 metre] budding at cellular membranes.  Cell released virions contain condensed inner bodies (cores) and are studded with projections (spikes, knobs)”.

(Gelderblom HR, Özel M, Hausmann EHS, Winkel T, Pauli G, Koch MA. Fine Structure of Human Immunodeficiency Virus (HIV), Immunolocalization of Structural Proteins and Virus-Cell Relation. Micron Microscopica 1988;19:41-60)

Ma, ironia della sorte, proprio Gelderblom è tra gli autori dello studio su Virology nel quale nessuna delle caratteristiche morfologiche da lui stesso descritte e ancora oggi attribuite ad Hiv è presente.

3. hiv

4. hiv

Ancora più significativo il fatto che in questo studio le proteine “virali” identificate tramite elettroforesi su gel nella coltura cellulare “infetta” sono state trovate, anche se in differente quantità, anche nelle colture cellulari “non infette”. Stiamo quindi parlando, e gli autori lo scrivono, di materiale cellulare, e non virale. Questo spiega anche il fatto che quando in laboratorio eseguiamo dei test anticorpali per Hiv, anche nei soggetti che vengono definiti “negativi” troviamo quasi sempre una piccola percentuale di reattività o “positività” per Hiv che dir si voglia. E questa è una cosa che ogni mio collega vede con i suoi occhi e che da sempre ci ha fatto sospettare su cosa stiamo realmente misurando.

5. hiv

6.hiv

Ma parliamo delle  sieronegativizzazioni: ne abbiamo viste molte nei decenni, per i motivi più svariati. Montagnier stesso ne parlò fin dai primi anni 80 e ben prima delle sue dichiarazioni in “House of Numbers”. Ma questo aspetto è quello che più si vuole tacere, perchè mette in imbarazzo la comunità scientifica per un semplice motivo: se Hiv fosse quello che si dice, non sarebbe possibile assistere alla negativizzazione di un soggetto infetto. I virus integrano il loro genoma nella cellula ospite e, una volta che questo avviene, non è un processo reversibile. Non si perdono gli anticorpi. Non si perde il genoma virale. Ebbene, questo invece con Hiv succede molto più di frequente di quanto non si dica. E ammettere e riconoscere i casi di “negativizzazionesignifica quindi ammettere che Hiv non è un retrovirus esogeno.

C’è quindi un grande paradosso tra la LETTERATURA SCIENTIFICA e le osservazioni dello stesso Luc Montagnier (si legge senza la “R” finale,così tanto per puntualizzare ai saccenti tuttologi).  Di seguito i casi di negativizzazione dal 1985 (soggetti definiti sieropositivi tornati ad essere sieronegativi) confermati da diverse pubblicazioni.  

1. Spontaneous HIV-1 seroreversion in an adult male.(http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17325620

2. Articolo che dimostra come pazienti confermati sieropositivi siano ritornati sieronegativi (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9863108)

Sicuri che non esista letteratura scientifica che possa aiutare qualcuno a ragionare?

hiv sieroconversione2

Che cosa misurano i test Hiv allora?

Nessuno lo sa di preciso perché il test è coperto da segreto di brevetto per volontà dello stesso Gallo. Di sicuro, e questo è innegabile, esiste una correlazione tra un test Hiv positivo e un certo grado d eventuale predisposizione a sviluppare certe patologie. Ma questo vale per molti altri parametri di laboratorio. Ad esempio la VES (Velocità di Eritroedimentazone) è anch’esso un parametro predittivo sullo sviluppo eventuale di certe malattie. Ma la differenza è che se trovo la VES elevata in un paziente non gli comunico una sentenza di morte certa né gli somministro una chemioterapia vitalizia: prima cerco di trovare la causa, poi la eventuale cura. Come è norma in medicina.

I test Hiv non sono altro che dei mediocri test aspecifici che misurano in un certo qual modo lo stress ossidativo e la flogosi (infiammazione). In questa ottica non è difficile comprendere perché molti soggetti tornino “sieronegativi”: hanno solo superato un momento di stress immunitario attribuibile a varie cause spesso diverse per ogni caso specifico. Come ormai è noto nei fogli illustrativi dei test viene scritto che non danno conferma di infezione da Hiv.

RAGIONARE CON LA LOGICA.

Asserire che non esiste uno standard riconosciuto per stabilire la presenza/assenza di anticorpi per Hiv 1-2 nel sangue umano, significa asserire che il virus non esiste.

 

test-elisa

 

 

Ora passiamo all’informazione “scientifica” portata avanti da trasmissioni come “Le Iene” da cui ci dissociamo totalmente.

“Il Caso Valentino”

Anche affidandoci alle statistiche ufficiali del CDC, che indicano 8 possibilità di contagio su 10.000 rapporti sessuali completi e non protetti, è un caso assolutamente non credibile. Inoltre se davvero si volesse dimostrare che questo “Valentino” abbia infettato una trentina di donne (sorvolando sulle decine di migliaia di rapporti sessuali che avrebbero dovuto avere), Hiv andrebbe isolato e purificato dal sangue del soggetto per poi poterne sequenziare il suo genoma virale, poi bisognerebbe fare lo stesso con ognuna delle 30 donne. Fatto questo, i genomi andrebbero confrontati e dovrebbero essere tutti identici. Non è una procedura molto diversa da quella adottata in Medicina Legale quando vogliamo stabilire la paternità.

Ho inoltre notato che la ragazza intervistata, una delle “vittime”, afferma che la sua malattia era già in uno stadio avanzato “superiore a 200”, sottolinea ad un certo punto. Ora, se si riferisce ai linfociti CD4 o alla “viremia” non viene precisato né da lei né dalla Toffa. Un altro strano dettaglio che mi ha fatto sospettare sulla veridicità del servizio. Inoltre la malattia, anche facendo finta che sia tutto vero, non può essere in poco tempo già ad uno “stadio avanzato”. Inoltre come facciamo a sapere se queste ragazze hanno avuto rapporti con altri uomini? Se hanno fatto uso di droghe? E come fa a saperlo la Toffa? Bisognerebbe chiederlo a lei.

La Reazione a Catena della Polimerasi (PCR) non è uno strumento diagnostico perché nel caso di Hiv, come già detto, non possediamo una sequenza genetica unica e specifica e le omologie di sequenza, insieme alle condizioni di stringenza del produttore di ogni kit, lo rendono un test totalmente aspecifico.

PCR

La “carica virale” è infatti documentata in soggetti sieronegativi da moltissimi anni. Inoltre la PCR è una tecnica di amplificazione (e non di identificazione) di piccoli frammenti di codice genetico, di solito circa 200 nucleotidi, che vengono decisi arbitrariamente. L’algoritmo di una PCR prevede che quella sequenza venga amplificata di milioni di volte. Comunicare quindi ad un soggetto che ha milioni di copie di Hiv per millilitro di sangue è una menzogna, una formula matematica, non una realtà di laboratorio. Una sequenza amplificata di codice genetico non è una particella unica e specifica. Ma si spaccia la PCR come “isolamento” di HIV. Niente di più falso. Anche la letteratura specialistica è chiara al riguardo.

7. hiv grande

 

Ma sulla trasmissibilità cosa sappiamo? E soprattutto,cosa viene condiviso al mondo dai media? Ci soffermeremo sul programma trash che mesi fa ha mandato in onda una penosa testimonianza,denunciando la pericolosità di HIV mediante delle affermazioni false e poco intelligenti. Un caso che ha sconvolto l’Italia intera il cui protagonista è Valentino,un nome di fantasia come la stessa testimonianza.

Alcuni fenomeni (ci piace chiamarli così) hanno avuto la brillante idea di occuparsi (misteriosamente) della tematica HIV da mesi ed in maniera continua,tanto da destare sospetti non solo ai medici ma all’intera popolazione; i commenti sulle loro pagine social la dicono davvero lunga,sopratutto sul comportamento ineducato di una loro conduttrice, la quale ha contribuito solo alla reale disinformazione.

Riteniamo giusto ricordare ai contribuenti, che questo è il vero negazionismo e la vera dissidenza. Affrontare argomenti in questa maniera,è molto pericoloso.

Passiamo oltre il comportamento irrispettoso della conduttrice in questione,poiché non è nemmeno degno di essere commentato.

Anche la foto di Hiv mostrate con orgoglio dalla stessa  Toffa nel suo servizio, con l’appoggio del prof. Aiuti (che avrebbe dovuto dichiarare i suoi conflitti di interesse sul tema, per essere almeno lontanamente credibile, ma né lui né la Toffa ne hanno fatto cenno) .

Consigliamo di andare a vedere chi è Aiuti e quanto ha guadagnato e ancora guadagna da quando è nata questa “epidemia di AIDS”; a parte ciò, durante la sua intervista,non viene dimostrato nulla: non viene citata la fonte, non è presente la banda in nanometri che in microscopia elettronica è fondamentale per indicare la dimensione della particella che stiamo cercando di identificare.

Come le foto presenti nell’articolo storico di Montagnier, tali particelle non coincidono con la tassonomia della famiglia dei Retrovirus, sottotipo Lentiviridae nello specifico. Quando il prof. Aiuti afferma di avere “visto e isolato” Hiv molte volte, dimentica di dire in quali condizioni: ovvero in vitro e in colture cellulari iperstimolate. Stesso errore di Montagnier, che aggiunse inoltre nei suoi esperimenti linfociti provenienti da placenta contenuta nel cordone ombelicale. Ebbene la placenta è ricca di retrovirus endogeni, indistinguibili da eventuali retrovirus esogeni. E qui andrebbe aperta un’altra parentesi sul perché molte donne incinte risultino positive al test Hiv, ma non voglio dilungarmi. La presenza di proteine attribuite ad Hiv nella normale placenta umana è cosa non solo nota a noi specialisti, ma anche documentata in letteratura da almeno 20 anni.

Va inoltre sottolineato e ripetuto che tutte queste presunte immagini di HIV provengono quindi da colture cellulari. Non una sola di esse proviene direttamente da un malato di Aids, nemmeno da quelli ai quali si attribuisce l’assurda etichetta di avere una “carica virale” elevata.

Tutto porta a credere che nell’articolo di Montagnier del 1983 i retrovirus endogeni del linfocita proveniente dal sangue del cordone ombelicale siano stati attivati dalle condizioni particolari della coltura. Tutte queste colture sono state iperstimolate con sostanze mitogene e stimolanti come la fitoemagglutinina (PHA), il fattore di crescita dei linfociti (TCGF), INTERLEUCHINA 2 e inoltre i corticosteroidi. Ora, tutte queste sostanze sono conosciute come attivanti dell’espressione di retrovirus endogeni presenti in ognuno di noi.

Credo personalmente, conclude il nostro PhD, che se non ci fosse la paura che la verità diventi pubblica, nessuno avrebbe scomodato Le Iene. Perché?

Perché è evidente che qualcuno ha commissionato quei servizi. Non credo che la Toffa si sia svegliata una mattina per improvvisarsi esperta retrovirologa.

All’estero una cosa del genere non sarebbe mai accaduta.

 

Ricordiamo le evidenze. Non forniremo pensieri ma dati di fatto.

  • Articolo sull’epatotossicità dei farmaci antiretrovirali. Il collasso epatico è la prima causa di morte nei sieropositivi e non fa parte delle presunte patologie hiv-correlate:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11830344

  • La prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine afferma che svariate patologie AIDS-correlate appaiono poco dopo aver iniziato la terapia antiretrovirale. Ma per molti sono farmaci “salvavita”.

http://www.annals.org/content/133/6/447.abstract

Ricordiamo le implicazioni importanti sulle TERAPIE RETROVIRALI,le quali hanno degli effetti secondari ,molto tossici.

VOLUTAMENTE,non viene presa coscienza sull’esaustiva letteratura scientifica,questo è un dato da cui partire,ed’è abominevole.

Un recentissimo articolo,ha dimostrato che i soggetti sieropositivi che assumono la terapia antiretrovirale,sviluppano e arrivano al DECESSO per malattie che non sono correlate all’aids (esempio un infarto).

Qualunque aspetto è quindi disconfermato dalla LETTERATURA SCIENTIFICA, la  quale non viene mai (chiediamoci perché) enunciata in diversi manuali di microbiologia,virologia etc,come ad esempio il Manuale di Harrison (uno dei punti di riferimento per gli studenti in medicina).

NON CREDIAMO AL FATO E NEMMENO ALLE COINCIDENZE

Volendo giocare ai complottisti,come dichiarano gli ignoranti,notiamo che uno degli autori del Manuale Harrison è  Anthony Fauci, uno degli architetti della storia dell’HIV. Non è detto perciò che una cosa sia attendibile solo perché è scritta su un manuale di medicina. Ci vuole un grosso sforzo per indagare fino in fondo e non tutti lo fanno (è palese).
Concludiamo infine con uno stralcio delle dichiarazioni del Dr.Mandrioli durante la discussione della sua tesi:

“Cercando i dati sul sito del Ministero della Sanità,in relazione alla DEFINIZIONE DI AIDS,con la legge del 29 aprile 1994,noi vediamo che il caso di aids,definito come un paziente sieropositivo che sviluppa uno di questi 23 (avete letto bene,anche se ad oggi ci sono molti più sintomi ) sintomi elencati,oppure un paziente sieronegativo che sviluppa altri sintomi sempre elencati (in bianco) e considerati nella diagnosi differenziale solo con le malattie che elenca il Ministero,e che sono soprattutto malattie immunologiche; raccomandato ovviamente è l’utilizzo di chemioterapici o immunodepressivi.

In particolare,dice espressamente il Ministero “altre possibili cause di IMMUNODEFICENZA, non squalificano in sé la malattia che indicatore di aids”. Questo significa che tutte le altre cause di immunodeficienza (dallo stress alla gravidanza) non vanno in diagnosi differenziale con HIV e con le altre malattie elencate dal Ministero. Ad esempio,una donna incinta che fa uso di eroina (e che per questo potrebbe avere una immunodeficienza) viene definita dal Ministero una malata di aids,se sviluppa una toxoplasmosi cerebrale. Mentre ad esempio,se un paziente sviluppa immunodeficienza a seguito dell’utilizzo di chemioterapici,questa è considerata secondaria”.

 Che i giornalisti facciano ciò che delinea un grande lavoro,quello di chi indaga e ricerca la verità. 

Non abbiamo bisogno di programmi spazzatura che raccontano il falso, INCUTENDO PAURA ALLA GENTE GIA’ TROPPO DISINFORMATA.

Che venga intervistato lo stesso Montagnier . Che venga data la parola a tutta la comunità scientifica.

Consigliamo a queste persone di informarsi e studiare.

Ricordiamo ai media di assumersi la responsabilità dei loro vili atti.

Aspettiamo con ansia la calata delle finestre in un prossimo convegno da parte di quello che tutto sono,tranne un equipe di giornalisti informati sui fatti.

Uno spettacolo pietoso  non solo per loro,ma per noi contribuenti che paghiamo lo stipendio ai veri negazionisti.

 

Un’ultima cosa.
Condividere delle evidenze,non è reato.
Negarle è reato e a quanto pare NON PUNIBILE DA ALCUNO.

 

 

 

 

 

 

 

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Danni da vaccino? Esistono, a dimostrarlo la 210/92.

Ancora oggi,molti illustri professoroni del web, vantano la totale efficacia delle vaccinazioni escludendone in maniera categorica i danni.

“Non esistono danni da vaccino ” scrivono. Lasciando da parte le relative domande riguardo agli orari di “lavoro” dei medesimi e del perché siano costantemente sulle pagine social e non nei loro studi, vorremo focalizzarci su un “piccolo” ma rilevante “particolare”.

Ci spiace molto poco contraddirvi perché i danneggiati da vaccino, esistono. A dimostrarlo non solo le innumerevoli testimonianze,moltissime delle quali certificate (guardiamo i risarcimenti e perciò le evidenze).

Se solo qualcuno potesse accedere alle numerose denunce effettuate in questi anni verso gli organi ministeriali di tutto il mondo,tutti avremmo una situazione chiara. Ma ovviamente non viene assolutamente disposta una indagine relativa a questa drammatica faccenda.

Esiste il “top secret”. Un mantra perfino per i diversi avvocati che ad oggi si battono contro la corruzione delle toghe.

Nel frattempo,ricordiamo cosa sia la 210/92 riprendendo fedelmente la definizione dello stesso Ministero della Salute (postiamo relativo link per non esser tacciati di manipolazione delle fonti).

Ricordiamo che un Grande uomo ci disse di “seguire il denaro”.

Questo Grande uomo si chiamava Giovanni Falcone. 

Ricordiamo questo grande insegnamento e mettiamolo in atto.

Guardiamo le evidenze,sempre.

ministero della salute

Indennizzi legge 210

Il Ministero della salute, attraverso l’Ufficio VIII della Direzione della Programmazione Sanitaria, eroga gli indennizzi ai soggetti danneggiati in modo irreversibile da vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati infetti, ai sensi dellalegge 210/1992 e successive modificazioni.

Nell’anno 2001 è avvenuta, come previsto dal DPCM 26 maggio 2000, l’attribuzione delle competenze in materia di indennizzi alle Regioni a statuto ordinario, mentre le pratiche relative ai soggetti residenti nelle Regioni a statuto speciale, secondo quanto previsto dall’art.10 del Decreto legislativo n.112/1998, sono rimaste di competenza statale; pertanto in tali casi l’Ufficio provvede al completamento della procedura amministrativa di riconoscimento del diritto all’indennizzo e all’adozione del relativo provvedimento di liquidazione delle somme dovute ai sensi della citata Legge n. 210.

Inoltre, in base all’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni l’8 agosto 2001, spetta al Ministero anche la gestione degli indennizzi già concessi al momento del trasferimento delle funzioni tanto delle Regioni a statuto ordinario che di quelle a statuto speciale. Più precisamente, l’Ufficio si occupa di tutte le variazioni intervenute relativamente a tali indennizzi, come le cancellazioni per decesso, gli aggravamenti, le doppie patologie.

Che cosa è l’indennizzo

L’indennizzo consiste in un assegno composto da una somma determinata nella misura stabilita dalla tabella B allegata alla legge 177/76, cumulabile con ogni altro emolumento a qualsiasi titolo percepito e da una somma corrispondente all’importo dell’indennità integrativa speciale di cui alla legge 324/59.
Esso si compone quindi di due quote: una prima che rappresenta il vero e proprio indennizzo, ed una seconda che integra la prima, detta appunto INDENNITA’ INTEGRATIVA SPECIALE. Di queste, come riportato sopra e precisato dalla legge, è l’indennizzo ad essere rivalutato annualmente, per poi essere successivamente integrato come specifica il comma 2.

Solo i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, oltre alla domanda per l’ottenimento dell’indennizzo previsto dall’art.1 della Legge 210/92, possono presentare domanda, con le stesse modalità, per ottenere un assegno una tantum, pari al 30% dell’indennizzo dovuto per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo stesso (legge 238/97 art.1 comma 2).

Il risarcimento del danno

Il risarcimento del danno costituisce una materia completamente diversa dall’indennizzo previsto dalla legge 210/92.
L’indennizzo assume il significato di misura di solidarietà sociale cui non necessariamente si accompagna una funzione assistenziale.
Il risarcimento del danno trova invece il proprio presupposto nell’accertamento di una responsabilità colposa o dolosa della amministrazione di tipo giudiziario, come stabilito dal Codice Civile all’articolo 2043.
L’ufficio VIII della Programmazione sanitaria è competente ai fini della esecuzione di eventuali sentenze giudiziarie di condanna nella suddetta materia.

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Vaccini? “Serve trasparenza” lamenta l’Antitrust

Qualcuno forse avrà iniziato a comprendere che questo business perpetrato da anni sulla pelle di tutti noi, stia portando ad una situazione ben più grave. E’ giusto che qualcuno indaghi sulle spese e sugli accordi fraudolenti dei nostri organi Ministeriali.

E’ giusto che venga fatta trasparenza anche sulle epidemie inventate, le quasi si scontrano con i dati reali. Che venga fatta chiarezza e chiediamo interventi mirati anche da parte della nostra magistratura.

E’ arrivato il momento di indagare sui criminosi comportamenti a danno della salute degli esseri umani .

Chi ha sbagliato,che paghi. Basta con la disinformazione a danno dei contribuenti. Per voi sono numeri ma per noi, i nostri figli. QUESTA LA RAGIONE per cui i cittadini e in questo caso i genitori, hanno perso fiducia nelle istituzioni. La colpa non è dei complottisti come li chiamate voi,ma di chi continua a lucrare sulla pelle altrui e tutto questo è inaccettabile.

antitrus

“Una spesa annua di 300 milioni di euro, a carico del Sistema Sanitario Nazionale, destinata a raddoppiare con l’approvazione del nuovo Piano di prevenzione vaccinale. Un mercato mondiale di oltre 20 miliardi di euro, dominato da un oligopolio di quattro imprese multinazionali. Forti carenze informative sui costi e sui prezzi dei prodotti anche in Italia; necessità di scelte mediche trasparenti”.

L’antitrust si espone sui vaccini dichiarando che non vi è trasparenza.

Così riporta l’articolo di “La Repubblica” che abbiamo condiviso. Di seguito il testo.

L’indagine conoscitiva dell’Antitrust sui “Mercati dei vaccini a uso umano”, in particolare su quelli “essenziali” perché raccomandati dai Piani nazionali, denuncia forti criticità qui in Italia.

L’Antitrust analizza le dinamiche di offerta e domanda dei vaccini essenziali tra il  2010 e il 2015, quando il Servizio Sanitario investe 300 milioni in media l’anno per l’acquisto di questi prodotti. Ora, l’Antitrust approva che – sempre più spesso – poche centrali di acquisto pubblico acquistino i vaccini sul mercato.

Ogni volta che aggrega la sua domanda, lo Stato fronteggia meglio i voraci colossi del settore. L’Antitrust però lamenta  che i dati di aggiudicazione delle aste non sono né chiari  né facilmente disponibili.

La parola chiave, d’altra parte, è sempre quella: concorrenza. Quando si verifica un confronto commerciale tra prodotti diversi, i prezzi tendono a scendere anche in assenza di vaccini generici. Emblematici i casi dei vaccini anti-papilloma virus e di quelli esavalenti, che sono la terza e seconda voce di spesa vaccinale del Servizio Sanitario (23 e 75 milioni di euro). Qui si è assistito alla competizione diretta tra i prodotti di GlaxoSmithKline (Cervarix e Infanrix Hexa) e Sanofi-MerckSharpDohme (Gardasil e Hexyon).

Nel caso dei vaccini anti-pneumococcici, prima voce della spesa pubblica (84 milioni di euro), si è registrato invece il dominio assoluto di un prodotto, il Prevenar13 di Pfizer, preferito dalle stazioni appaltanti perché offre una copertura vaccinale per più ceppi rispetto al concorrente, il Synflorix di GlaxoSmithKline. Il monopolio di un prodotto, pur a fronte di volumi di vendita crescenti e garantiti, porta con sé aumenti dei prezzi.

L’Antitrust chiede alle autorità mediche “posizioni chiare, trasparenti e indipendenti”: sia in ordine all’inclusione di una determinata vaccinazione nei Piani nazionali di prevenzione; sia in merito alla possibile equivalenza tra prodotti. L’Antitrust propone inoltre di premiare i produttori di vaccini disponibili a “una contrattazione preventiva con l’Agenzia italiana del Farmaco”. Questa procedura dovrà riguardare i prodotti registrati in classi a prezzo libero, poi compresi nei Piani nazionali di vaccinazione. Inclusione che garantisce a chi vende “acquisti continuati di grandi volumi”.

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Merck,vaccini e corruzione. I pazienti firmano “contratti di immunizzazione” sotto richiesta medica.

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Chi possiede la Sanità? Quando la medicina si fonde con la politica.

Ecco i punti discussi alla convention della Federazione degli ordini dei medici e degli odontoiatri che attraverso 16 workshop ha tracciato le linee di sviluppo della professione da qui ai prossimi anni. Al centro le nuove tecnologie, la formazione, l’organizzazione, il rapporto con il paziente e con le altre professioni.

Quando la politica si fonde con la medicina. Di seguito la risposta di Carbone alla stessa Lorenzin. Parole dure ma necessarie.

lorenzin

Il 22 maggio si conclude a Rimini la terza conferenza nazionale promossa dalla Fnomceo.

Articoli di “Quotidiano Sanità”

Un paniere di proposte ricco, non sempre definito nel dettaglio ma quanto basta per poter parlare dell’inizio di un nuovo capitolo nella storia centenaria dell’istituzione ordinistica di medici e odontoiatri italiani.
Una tavola rotonda piena zeppa di proposte che poco hanno a che fare con la salute dei cittadini e molto con lo sviluppo professionale.
In questo caso la Fnomceo ha scelto un’altra strada quella dell’esame attento delle diverse problematiche che attraversano oggi la “questione medica. Senza tesi preconfezionate, senza pregiudizi e senza timore di guardarsi allo specchio per quello che si è e che si vorrebbe essere, in un contesto sanitario che ormai è profondamente innovato e trasformato rispetto a quello nel quale la maggior parte dei medici italiani oggi in servizio ha iniziato la sua avventura professionale.

Abbiamo perso di vista la salute del cittadino?

Basti dire che oggi,i corsi di laurea sono rappresentati da innumerevoli assenze,
le scuole di specializzazione non rispondono più al bisogno formativo dei medici. Lo stesso vale per la Ecm, residenziale o a distanza, serve più formazione sul “campo”.
La Lorenzin si rivolge ai medici: “O vi mettete d’accordo tra voi per raggiungere un punto di caduta condiviso, o non si va da nessuna parte”.

Un concetto che nel workshop che ha visto riuniti insieme ai medici i rappresentanti delle 22 professioni sanitarie è stato ribadito con durezza dal Direttore generale per le professioni e le risorse umane del ministero Rossana Ugenti: “Bisogna trovare l’accordo sulla modifica del comma 566. Basta con i tira e molla. Troviamo l’accordo e si chiude con tutti i protocolli d’intesa per le nuove competenze, dagli infermieri e i Tsrm, dove il lavoro è già avanzato, e poi per tutte le altre professioni”.
In sostanza il dialogo va riaperto ma è la stessa politica, una volta tanto, ad “abdicare” al ruolo di decisore per lasciare campo libero alle professioni. Da loro e solo da loro può venire il cambiamento e la messa nero su bianco del “chi fa cosa” nella sanità che cambia e si evolve.

COSA E’ STATO DELINEATO ? Alcuni punti di seguito
Web e Ict. Che approccio deve avere il medico? Farli propri, governarli, esserne il regista senza soccombere al fascino insidioso del “tutto è possibile” che porterebbe inevitabilmente il medico a essere lui lo strumento delle tecnologie e non il contrario.

Società scientifiche. In Italia se ne stimano circa 600. Un numero impressionante che potrebbe addirittura aumentare se non interverranno criteri seri e condivisi di accreditamento basati sul rispetto di regole statutarie di base ma soprattutto sulla reale capillarità sul territorio nazionale in termini di rappresentatività. Ribadendo, come ovvio, ma senza dare nulla per scontato, la loro credibilità e indipendenza. Su questo terreno la Fnomceo vuole “essere interlocutore del ministero della Salute per il loro accreditamento” e porsi di fatto come una vera e propria authority forte della deontologia e del ruolo istituzionale di garante che la legge dà agli Ordini.

Ambiente e salute. La Fnomceo certifica di fatto il fallimento del ruolo delle tante agenzie e apparati preposti per legge alla tutela dell’ambiente. E lancia la sfida di una svolta profonda nelle politiche ambientali in chiave di tutela della salute umana a partire da un capovolgimento degli attuali schemi che vedono ancora il medico e tutto l’apparato sanitario “morbocentrico”. Con solo il 4% delle risorse per la prevenzione e il 96% tutto sbilanciato sulla cura di malattie spesso evitabili e poi attraverso l’innesto nei programmi di formazione a tutti i livelli delle materie attinenti le patologie ambiente correlate.

Medicina di genere. “Non stiamo parlando dei bollini rosa agli ospedali” hanno detto i partecipanti all’apposito workshop. Ribadendo che si sta parlando di una profonda rivoluzione nell’approccio stesso a tutti i momenti fondanti della relazione con il paziente. A partire dalla ricerca per arrivare alla diagnosi, alla terapia e in generale all’approccio globale all’organismo umano che va finalmente studiato e analizzato nella sua profonda differenza tra uomo e donna in tutte le fasi della vita.

QUI SI ENTRA IN MERITO AL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE

Relazione di cura. Quanti medici si presentano al paziente al primo incontro? Quanti sanno come comunicare una cattiva notizia? Queste le domande che hanno aperto il messaggio di sintesi del tavolo di lavoro sul tema. Perché è proprio nella dimensione di una nuova relazione comunicativa, a partire proprio dall’abc (la presentazione, appunto) che si deve avviare il cambiamento indispensabile per cogliere l’evoluzione avvenuta nella società e nei rapporti tra medico e paziente. Con due emergenze: la crisi economica, con la difficoltà di accesso alle cure che ne consegue per uno strato sempre più vasto di popolazione, e la dimensione multietnica della società italiana che si sta ormai affermando.

Organizzazione dei servizi. Si è parlato sia di ospedale che di cure primarie. Una cosa è chiara: non si può più immaginare che un unico modello possa andare bene per tutte le situazioni e non è solo una questione di differenze territoriali. E’ la medicina e i bisogni che cambiano a richiedere capacità e visioni organizzative elastiche e duttili in grado di fronteggiare la nuova domanda di salute. E una cosa è chiara: non si può pensare di riorganizzare gli ospedali a prescindere dal territorio e viceversa.

La missione dell’azienda sanitaria. E’ una sola “curare il malato”. Tutto il resto deve essere orientato a questa mission. E i medici lanciano una sfida: “Ci impegniamo a consumare meno ma in cambio vogliamo essere noi a gestire la macchina della sanità secondo i veri bisogni del malato”.

Risposta relativa al comma 566, arriva dal segretario generale del sindacato, Giuseppe Carbone, si scaglia contro la stessa Lorenzin in occasione della Conferenza Nazionale della Fnomceo. “La si smetta di essere subalterni ai ricatti neocorporativi di taluna dirigenza sindacale medica”, ammonisce.

“Si sappia che a Lungotevere Ripa 1 lo Stato ha abdicato al suo ruolo di decisione e di scelta, che non applica le norme che propone e che si fa approvare e che affida a terzi cioè alle lobby delle professioni mediche il compito che la Costituzione ed i cittadini gli hanno dato”. Ad affermarlo è il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone, in un duro commento alle dichiarazioni rilasciate dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della Conferenza Nazionale della Fnomceo svolta negli scorsi giorni a Rimini.

“Lo Stato – dichiara Carbone in una nota – abdica alla sua funzione e non riesce a far attuare una legge proposta dal Governo e approvata dal Parlamento. Questa è la conseguenza delle affermazioni fatte dal Ministro dei medici Lorenzin alla recente convention della Fnomceo a Rimini riguardo al comma 566 inerente le competenze avanzate degli infermieri e delle altre professioni sanitarie. La Ministra dei medici, e lo ha ripetuto con durezza, così riporta il resoconto giornalistico, come anche il Direttore Generale Rossana Ugenti, hanno affermato che non applicheranno questa norma fino a che le parti non si metteranno d’accordo sulla modifica di questo comma”.

Per Carbone “la ministra dei medici dimentica evidentemente che il tentativo di modificare questo comma era stato già bocciato dai deputati del PD, che fino a prova contraria sono l’azionista di stragrande maggioranza del Governo Renzi, così come dimentica che gran parte dei sindacati medici, con affermazioni fuori della storia, anche prima dell’approvazione del comma 566, hanno manifestato forte contrarietà alla proposta di attribuire ulteriori competenze avanzate e specialistiche agli infermieri e che, quindi, hanno strumentalizzato l’approvazione del comma 566 quale ulteriore pretesto per esprimere la loro contrarietà”.

Ma, evidenzia il segretario della Fials, “la ministra dovrebbe conoscere, invece, che tutti i sondaggi effettuati sui medici in attività hanno avuto come risultato la apprezzamento da parte loro sulle nuove competenze degli infermieri, contraddicendo il giudizio neocorporativo della dirigenza di alcuni sindacati medici. La ministra dovrebbe sapere che tutte le Regioni hanno più volte richiesto l’approvazione in Conferenza Stato Regioni dell’Accordo sulle competenze avanzate e a questa richiesta non ha mai dato seguito. La ministra dovrebbe sapere che già in sempre più Regioni le competenze avanzate e specialistiche vengono attribuite agli infermieri con protocolli e formazione ulteriore concordate tra medici ed infermieri, vista l’ignava latitanza del ministero competente. La ministra dovrebbe sapere che la magistratura non ha riscontrato alcuno reato di abuso di professione medica in queste anticipazioni regionali di competenze avanzate degli infermieri e dei tsrm”.

Per Carbone, in definitiva, “la ministra dovrebbe sapere che le competenze avanzate e specialistiche degli infermieri e delle altre professioni sanitarie sono un’esigenza dimostrata per offrire risposte più tempestive ed efficaci ai bisogni di salute dei cittadini, perlopiù proposte dalla parte più avanzata della stessa professione medica”.

“La si smetta, quindi – ammonisce il Segretario Generale della Fials – di essere subalterni ai ricatti neocorporativi di taluna dirigenza sindacale medica, che non riflette neanche il consenso della sua base, come hanno dimostrato la scarsa partecipazione agli scioperi proclamati e alle manifestazioni in piazza”.

“E’ strano – conclude Carbone – che un ministro di un governo così decisionista e riformatore qual è quello del premier Renzi, in questa occasione così centrale e strategica per l’evoluzione positiva del nostro SSN svolga il ruolo del re tentenna”.

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Vaccinazione e immunità? Un mito. La parola a Tetyana Obukhanych, PhD

La teoria dell’immunità indotta da vaccino?
Una bugia.
Meglio non interferire con il nostro sistema immunitario.
IMMUNITà BELLA
Vacciniinforma ringrazia  per le importanti dichiarazioni l’illustre Tetyana Obukhanych, PhD.
Parole che pesano come macigni.
Importanti dichiarazioni le Sue la quale attacca il sistema medico ed il comportamento fraudolento alla base di tutto.
Ricordate la lettera scritta al Senatore R.Pan?

Ricordiamo che la Phd di cui andremo a parlare, ha studiato immunologia in alcune delle più prestigiose istituzioni mediche di tutto il mondo. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Immunologia presso la Rockefeller University di New York e ha fatto la formazione post dottorato presso la Harvard Medical School, Boston, MA. e la Stanford University in California.

La stessa non ha alcun brevetto e nessuno conflitto d’interesse nel campo medico,è bene precisarlo.

Autrice del libro “Vaccino l’illusione”.

Avevamo già parlato di lei traducendo un articolo sul Sistema Immunitario.

La schiettezza e la precisione con cui ha illustrato la situazione,fanno di questa illustre Dottoressa, una delle menti più brillanti al mondo.
Diamo la parola a  chi ha studiato e non ha alcun conflitto d’interesse.

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“Quando si parla di vaccini ogni volta accade un vero e proprio putiferio,scontrandoci con le credenze ottuse erette dalle stesse autorità biomediche. La maggior parte delle persone, tra cui molti professionisti biomedici, accetta queste credenze come un dato di fatto. Siamo da sempre stati tutti informati  solo sui vantaggi delle vaccinazioni,trascurando gli effetti collaterale ed i rischi del programma vaccinale.

Non siamo a conoscenza dei relativi studi sistematici che negano ogni possibile rischio relativo alle vaccinazioni e agli effetti che queste hanno nel tempo sulla nostra salute; questo è molto grave.

Da sempre si esaltano le virtù delle vaccinazioni; poco invece si parla dell’immunità che si conferisce attraverso il latte materno ad esempio. Questo tipo di immunità non arreca alcun danno.

Siamo stati portati a pensare che i genitori che non vaccinano,siano un pericolo per l’intera comunità,errore gravissimo.

Ho conseguito un dottorato di ricerca in immunologia,la scienza che conosce la tematica della vaccinazione a menadito.

Ho deciso di approdare in questa tematica per la mia tesi,pur essendo da sempre una credente fedele della pratica vaccinale.

Buffo il destino.

Mi sentivo pronta e decisa su tale ambito. Da anni,attraverso gli studi,siamo stati formati e portati a credere che le vaccinazioni non avessero alcun rischio per la salute dei bambini, ero sicura di questo.

Un bel giorno però ho dovuto fare i conti con le evidenze e non è stato piacevole. Oltre alla caduta di tutte le certezze di anni e anni passati a studiare ininterrottamente,  ho dovuto arrendermi dinnanzi alla teoria tanto decantata dell’immunità indotta da vaccino.

Da quel giorno,ho dovuto fare i conti con me stessa, cambiando idea; in realtà  il mito della immunità indotta da vaccino, è una teoria,falsa aggiungo.

Né la teoria immunologica né la mia una formazione completa nei laboratori di ricerca immunologica mi aveva preparato a tutto questo.

Ricordo il mio sgomento, alla scoperta dei numerosissimi casi nella letteratura medica,che documentano l’insorgenza della malattia in soggetti completamente vaccinati. Sono numerosissimi,la letteratura lo attesta. Eppure non vengono mai menzionate.

Non si parla mai del reale fallimento della teoria dell’immunità indotta da vaccino. I titoli anticorpali,quella che definiamo “protezione”, sono in calo nei soggetti vaccinati,per questo credo e affermo la falsità di una teoria che è stata un mantra per noi allievi a nostro tempo.

Per mio sgomento,ho scoperto che la gente non è informata sui rischi indotti dalla vaccinazione e che non è informata sule stesse malattie.

Se pensiamo che gli stessi dottori non ne sono a conoscenza,direi che la non consapevolezza dei genitori sia normale purtroppo. Io stessa ho dovuto studiare per conto mio su tale tematica. Mentre studiavo immunologia,cercavo di comprendere i meccanismi naturali di difesa,che ci permettono di gestire le infezioni senza soccombere alle complicanze della malattia. Ho dovuto accumulare queste conoscenze preziose per conto mio, dopo il mio dottorato di ricerca, perché le autorità biomediche non ritengono necessario fornire in qualsiasi curriculum accademico per i professionisti,le informazioni di cui parlo.

Questa è omissione della verità

Ho trovato molta della saggezza sul cambio di rotta delle stesse famiglie,le quali hanno approcciato un diverso modo di affrontare anche dei semplici malanni. Sono state rafforzate pratiche come lo stesso allattamento,poco incentivato dai medici,essendo mamma,lo so e purtroppo non è piacevole affermare questo.

Sono contenta che i genitori abbiano aperto gli occhi sul limitare l’uso di farmaci,sull’alimentazione e nutrizione e molto altro.

Ci eravamo dimenticati delle armi fondamentali forniteci dalla stessa Madre Natura.

Ad esempio, l’allattamento al seno è il metodo di protezione immunologico su misure, che rispetta con precisione le esigenze del bambino. La scienza moderna ha scoperto come numerosi componenti bioattivi del latte materno conferiscano protezione immunologica. Proprio come per il latte formulato.

Non è il miglior metodo di nutrizione per un bambino,esattamente come i vaccini.

Questo è un dato di fatto,inutile continuare a negarlo.

La qualità della nutrizione continua ad essere un fattore determinante e cruciale per la funzionalità delle difese immunitarie naturali nei bambini e negli adulti (soprattutto per le madri che allattano), mentre una errata e comune (purtroppo) pratica medica, continua a sopprimere le naturali difese immunitarie (la febbre ad esempio) senza lasciare che il corpo lavori e debelli da sé.

La scienza moderna ha rivelato come alcuni nutrienti specifici, scarsi nella dieta standard  perchè impoveriti dall’utilizzo di farmaci, sono necessari per le difese immunitarie naturali  e per una funzione corretta della nostra salute.

Studi condotti negli ultimi dieci anni,iniziano a delineare dei meccanismi immunologici che mostrano il motivo per cui l’esposizione ad alcuni ingredienti contenuti nei vaccini, non è compatibile con una ottimale salute.  

Gran parte della scienza sfavorevole alle pratiche di vaccinazione è tenuta ben nascosta dalle stesse autorità biomediche. Trovo importante colmare questa lacuna e discutere sulle scoperte scientifiche che convalidano l’approccio dei vaccini con i genitori, operatori sanitari, e sostenitori della salute. Questo è il motivo che mi fa continuare ad insegnare sullo stesso sistema immunitario.

Grazie alla PhD , Tetyana Obukhanych,come sempre,professionale,sincera e preparata.

LASCIAMO PARLARE LA SCIENZA.

 

Ricordiamo la bellissima lettera al senatore Pan della stessa PhD

I bambini non vaccinati non rappresentano alcuna minaccia  per quelli vaccinati.

Si è spesso affermato che coloro che scelgono di non vaccinare i propri figli siano un pericolo per  il resto del pubblico.

E’ questa la logica dietro la maggior parte della legislazione per porre fine in modo coercitivo alla libertà di scelta. È necessario essere consapevoli che la natura di protezione offerto da molti vaccini moderni – e che comprende la maggior parte dei vaccini raccomandati dal CDC – non è coerente con tale dichiarazione.

Ho descritto di seguito i vaccini raccomandati, i quali non possono prevenire la trasmissione della malattia:

  1. perché non sono stati progettati per prevenire la trasmissione di infezioni (anzi, sono destinati a prevenire i sintomi della malattia);
  2. perché sono per le malattie non trasmissibili.

Le persone che non hanno ricevuto i vaccini indicati di seguito non costituiscono alcuna minaccia per la popolazione vaccinata, il che implica che la discriminazione nei confronti dei bambini non immunizzati in un ambiente scolastico pubblico, non può essere giustificata.

IPV (vaccino antipolio inattivato) non può impedire la trasmissione del poliovirus . Il Poliovirus selvaggio è stato inesistente negli Stati Uniti per almeno due decenni. Anche se poliovirus selvaggi dovessero essere contratti durante un viaggio, la vaccinazione contro la poliomielite con IPV, non può pregiudicare la sicurezza degli spazi pubblici. Si prega di notare che l’eradicazione del poliovirus selvaggio è stato attribuito all’uso del vaccino OPV. Pur essendo in grado di prevenire la trasmissione del poliovirus selvaggio, l’uso di OPV è stata abbandonata da tempo negli Stati Uniti e sostituito con la vaccinazione IPV per motivi di sicurezza.

Il tetano non è una malattia contagiosa. Si contrae attraverso ferite profonde contaminate con delle spore di Clostridium tetani. La vaccinazione per il tetano (tramite la combinazione di vaccini DTaP) non può minare la sicurezza degli spazi pubblici; è destinato a rendere solo protezione personale.

Mentre lo scopo è di prevenire gli effetti patogeni della tossina difterica, il vaccino contro la difterite tossoide(anche contenuto nel vaccino DTaP) non è progettato per impedire la colonizzazione e la trasmissione del bacillo Corynebacterium diphtheriae .

La vaccinazione per la difterite non può modificare la sicurezza degli spazi pubblici; è destinato solo protezione personale.

La pertosse acellulare (aP) ed  il vaccino attualmente in uso negli Stati Uniti, ha sostituito l’intero vaccino antipertosse cellulare alla fine del 1990, cui seguì un’esplosione senza precedenti di casi di pertosse. Un esperimento con pertosse deliberata nei primati rivelato che il vaccino aP non è in grado di prevenire la colonizzazione e trasmissione di B. pertosse .

La FDA ha emesso un avviso riguardo a questa scoperta fondamentale.

  1. FDA study helps provide an understanding of rising rates of whooping cough and response to vaccination
A new study is helping to provide a better understanding of vaccines for whooping cough, the common name for the disease pertussis. Based on an animal model, the study conducted by the U.S. Food and Drug Administration (FDA) and published November 25, 2013, in The Proceedings of the National Academy of Sciences, shows that acellular pertussis vaccines licensed by the FDA are effective in preventing the disease among those vaccinated, but suggests that they may not prevent infection from the bacteria that causes whooping cough in those vaccinated or its spread to other people, including those who may not be vaccinated..

Inoltre, la riunione 2013 del Consiglio dei consiglieri scientifici presso il CDC  ha rivelato dati allarmanti aggiuntivi che riguardano i ceppi della pertosse  (ceppi PRN-negativo) attualmente in circolazione negli Stati Uniti,i quali hanno acquisito un vantaggio selettivo.Questo significa che gli individui con sistema immunitario compromesso sono maggior rischio di infezione e questo è tutto un dire.

  • Tra i numerosi tipi di H. influenzae , il vaccino Hib copre solo il tipo b.Nonostante la sua unica intenzione di ridurre il contagio,l’introduzione del vaccino Hib ha inavvertitamente portato in circolo altri tipi diH.influenzae (tipi da A a F) . La popolazione generale è più vulnerabile alla malattia invasiva di quanto non fosse prima dell’inizio della campagna di vaccinazione Hib. La discriminazione nei confronti dei bambini che non sono vaccinati per Hib non ha alcun senso scientifico.
L’epatite B è un virus ematico. Essa non si diffonde in un ambiente comunitario, soprattutto tra i bambini, i quali difficilmente si impegnano in comportamenti ad alto rischio, come la condivisione di aghi o di sesso. Tramite la vaccinazione per l’epatite B, i bambini non possono alterare in modo significativo la sicurezza degli spazi pubblici. Inoltre, l’ammissione a scuola non è vietato per i bambini che sono portatori di epatite B cronica. Per impedire l’ingresso nelle scuole a coloro che non sono vaccinati – e anche non portatori di epatite B – costituirebbe una discriminazione irragionevole e illogica.

In sintesi, una persona che non è vaccinato contro l’ IPV, DTaP, HepB, e Hib per motivi di coscienza NON pone in alcun pericolo la popolazione vaccinata. Nessuna discriminazione è giustificata.

Come mai assistiamo a sempre più casi di eventi avversi dopo una profilassi vaccinale?

Si è spesso affermato che la vaccinazione comporta raramente  eventi avversi gravi.Purtroppo, questa affermazione non è supportata dalla scienza.

Un recente studio svolto in Ontario, Canada, ha stabilito una statistica; dopo la vaccinazione in realtà 1 bambino su 168  (entro i 12 mesi di età) finisce al pronto soccorso, e 1 su 730 (bimbi entro i 18 mesi ).

Può la discriminazione contro le famiglie che si oppongono per dei validi motivi, prevenire future epidemie di malattie virali trasmissibili, come il morbillo?

Morbillo

I Ricercatori sono da lungo tempo a conoscenza  dello studio a cui seguì un articolo dei Dottori Poland & Jacobson(1994) :

Failure to Reach the Goal of Measles Elimination: Apparent Paradox of Measles Infections in Immunized Persons.” Arch Intern Med 154:1815-1820:

“L’apparente paradosso è che, nonostante gli alti tassi di vaccinazione contro il morbillo nella popolazione, lo stesso diventa  una malattia delle persone immunizzate.” .

Ulteriori ricerche hanno stabilito che questo paradosso è dato da una frazione della popolazione chiamata LOW responder.

  • chi sono i low responder in questo caso?  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9141203
  • I Low-responder sono individui che non sviluppanoanticorpi protettivi nonostante una completa profilassi vaccinale. Questi individui rispondono male ad una prima dose di vaccino, indebolendo il sistema immunitario, tornano rapidamente ad essere individui “suscettibili ” entro i 2-5 anni, pur essendo completamente vaccinati.

Continuare in questo caso con la profilassi vaccinale non è corretto a causa della bassa reattività. Sembra essere un tratto immuno-genetico [4].

  • La percentuale di low responder tra i bambini è stimata del 4,7% negli Stati Uniti[5]

Studi dei focolai di morbillo (in Quebec, Canada, Cina) attestano che i focolai possano ancora accadere, anche quando la profilassi vaccinale è nella fascia più alta.

Questo perché anche negli individui sani e che rispondono correttamente alla vaccinazione, gli anticorpi indotti dal vaccino vanno ad attenuarsi nel tempo. L’immunità conferita da un vaccino, non è uguale a quella acquisita tramite l’esposizione naturale.

E ‘stato documentato che le persone vaccinate che sviluppano il morbillo siano contagiose. In realtà, due grandi epidemie di morbillo nel 2011 (in Quebec, Canada, e di New York, NY) sono nate a causa di individui precedentemente vaccinati. [6] [7]

Tutti questi dati, rendono evidente che l’eliminazione della libera scelta, attualmente utilizzata solo da una piccola percentuale di famiglie in ogni caso, non sarà né risolverà il problema della recrudescenza della malattia, né eviterà la reimportazione e i focolai di malattie precedentemente eliminate.

È la discriminazione contro gli obiettori di coscienza l’unica soluzione praticabile?

La maggior parte dei casi di morbillo negli ultimi focolai statunitensi (tra cui la recente epidemia di Disneyland) riguardano adulti e bambini molto piccoli, mentre in epoca pre-vaccinazione, il morbillo si verificava principalmentenella fascia di età tra 1 e 15 anni. L’esposizione naturale al morbillo è stata seguita dall’immunità permanente, mentre l’immunità conferita da un vaccino diminuisce nel tempo, lasciando gli adulti non protetti.

Nonostante le alte probabilità dell’ esposizione nell’era pre-vaccinazione, il morbillo non veniva quasi mai contratto prima di un anno di età,questo a causa del meccanismo di trasferimento di immunità materna.

La vulnerabilità dei bambini molto piccoli al morbillo oggi è il risultato diretto della campagna di vaccinazione di massa prolungata del passato, in cui le loro madri, sono state nell’infanzia vaccinate; questa la ragione per cui non sono state in grado di contrarre naturalmente questa malattia così come l’ immunità, e di trasmetterla alla loro prole.

I neonati ed altri soggetti vulnerabili o immunocompromessi, hanno diritto di ricevere immunoglobuline, una misura potenzialmente salva-vita che fornisce anticorpi diretti contro il virus per prevenire o migliorare la malattia in seguito all’esposizione .

In sintesi:

1) a causa delle proprietà dei vaccini moderni, gli individui non vaccinati non presentano alcun rischio maggiore di trasmissione della poliomielite, difterite, pertosse, e numerosi non-tipo b  di influenza,epatite B e il tetano non è trasmissibile a tutti;

2) vi è un rischio significativamente elevato di visite al pronto soccorso dopo gli appuntamenti di vaccinazione dell’infanzia attestante che la vaccinazione non è priva di rischi;

3) i focolai di morbillo non possono essere del tutto evitati, nonostante gli alti tassi di vaccinazione ed una completa profilassi; 

4) un metodo efficace per prevenire il morbillo ed altre malattie virali nei bambini che non possono essere vaccinatiè disponibile per coloro che possono essere esposti a queste malattie. 

Nel loro insieme, questi quattro fatti indicano chiaramente che la discriminazione in un ambiente scolastico pubblico nei confronti dei bambini che non sono vaccinati per motivi di coscienza è del tutto ingiustificata in quanto non presenta alcun rischio per la salute pubblica. 

Cordiali Saluti,

Tetyana Obukhanych, PhD”

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Roma,pediatra arrestata. La corruzione continua

Roma, arrestata falsa pediatra che prescriveva farmaci costosissimi a bambini e malati di tumore

Articolo di “Il Messaggero”

Carabinieri

E’ agli arresti domiciliari dal pomeriggio di martedì la falsa pediatra denunciata nel mese di marzo dagli agenti del Commissariato Prenestino coordinati dal dirigente Mauro Baroni. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma ha basato l’ordinanza di arresti sui risultati delle indagini degli investigatori che permettono di sostenere le accuse di truffa, contraffazione di sigilli pubblici e falso.

La donna, spacciandosi per un medico specialista in servizio presso un noto ospedale pediatrico di Roma, prescriveva inutili e costose terapie a bambini e malati di tumore.

L’indagine era iniziata a seguito della denuncia della mamma di un bambino di appena due anni con un deficit immunitario, al quale il falso medico aveva prescritto una costosissima medicina per la quale aveva preteso 900 euro.

La donna, però, effettuando una ricerca in internet, aveva scoperto che le modalità di somministrazione del farmaco erano diverse da quelle prescritte, ma soprattutto che presso l’ospedale, quella professionista era totalmente sconosciuta.

I poliziotti, nel corso delle indagini, avevano sequestrato alla donna una borsa da medico contenente attrezzatura sanitaria e una serie di documenti falsificati, quali uno statino paga con intestazione dell’ ospedale, un’attestazione del ministro della Sanità e una relazione sanitaria a firma di un noto immunologo. Altre verifiche avevano permesso di rintracciare altri “pazienti” che, ascoltati dagli agenti, avevano consentito di portare alle luce altre truffe commesse dal falso medico. In particolare a un malato di cancro la “dottoressa” aveva fatto pagare 6000 euro per un farmaco antitumorale reperibile in Svizzera, che sarebbe giunto in Italia con l’aiuto di un noto professore di cui millantava la conoscenza mentre una donna che si era rivolta a lei per il figlio, dopo aver pagato un prezzo altissimo per la terapia prescrittale, era stata decisamente sconsigliata alla somministrazione da una struttura sanitaria specializzata.

Arrestata e messa agli arresti domiciliari la falsa dottoressa le cui indagini da parte degli agenti del commissariato Prenestino, diretto dal dott. Mauro Baroni, sono iniziate lo scorso marzo.

Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha emesso nei confronti di S.S., romana 40 anni, un’ordinanza di custodia cautelare per truffa, contraffazione di sigilli pubblici e falso. Arresto che arriva dopo una dettagliata ricostruzione sulle modalità con cui la finta pediatra agiva.

La donna infatti, spacciandosi per un medico specialista in servizio al Bambino Gesù, prescriveva inutili e costose terapie a bambini e malati di tumore.

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Medici contrari alla vaccinazione? Ritorna la caccia alle streghe

“Tremate ,tremate,le streghe son tornate” recitava qualche ritornello secoli or sono.

La situazione però non è minimamente cambiata con gli anni e la limitatezza e la scarsa acutezza di mente e di spirito delle persone è peggiorata sempre di più. Solo che in questo caso l’argomento torna (di nuovo) a trattare non delle persone qualunque ma dei camici bianchi.

Ritorna quindi la solita e scontata caccia alle streghe nei confronti di medici “contrari” alle vaccinazioni.

A parte la non rispettata  libertà di scelta professionale ,vogliamo comprendere come mai questa censura perpetrata nei confronti di colleghi che hanno studiato esattamente come coloro che reputano le vaccinazioni come la panacea di tutti i male.

In risposta alla notizia apparsa sul ““messaggeroveneto”” dal titolo  “Vaccinazioni a picco: in Friuli sanzioni per i medici contrari” abbiamo chiesto al Dr.Tancredi Ascani la sua visione in merito.

tancredi-ascani

Di seguito le sue considerazioni da noi totalmente condivise.

Ringraziamo i medici onesti senza alcuna relazione con Big Pharma.

Ringraziamo i Dottori che non hanno alcun interesse rappresentato (in questo caso) da innumerevoli brevetti; che non  hanno alcun interesse in merito alla onerosa tematica che invece apre uno scenario criminoso e abominevole rappresentando una realtà collusa ,dittatoriale e mafiosa.

“Quando neanche i medici ci credono più”

Quando un establishment medico-scientifico sempre più politicizzato, potente e lontano dai paradigmi medici ippocratici (a partire dal “Primum non nocere”) non riesce più a convincere con le argomentazioni né i cittadini né i medici, pur avendo il controllo totale e unidirezionale di ricerca scientifica e informazione e il supporto di finanziamenti stratosferici, cerca, con ogni azione, di instaurare una dittatura sanitaria.

Cittadini e medici, a loro dire, non sarebbero in grado di decidere da soli su temi che riguardano la propria salute se questi non si adeguano acriticamente e totalmente al diktat medico che attualmente riscuote il maggior numero di consensi (che non vuol dire affatto che sia il più valido o l’unico possibile).

Per un po’ hanno cercato di arginare il problema mercificando la salute, promettendo cioè compensi in denaro ai medici che facevano più vaccini ma questo metodo non è stato sufficiente, sembra infatti che sempre più medici siano così “incoscienti” da anteporre l’interesse per la salute dei propri assistiti al guadagno personale. E questo secondo alcuni è inaccettabile: la medicina moderna è scienza perfetta, infallibile e incorrotta che non va messa in discussione. Ben vengano quindi ora le minacce e le sanzioni a chi addirittura è anche soltanto “scettico” persino verso i vaccini non obbligatori come quelli contro il morbillo e l’influenza. A quando la vaccinazione di massa coatta e l’imprigionamento di chi, in scienza e coscienza, sceglie una prevenzione di tipo diverso, non farmacologica e più rispettosa della fisiologia umana, che miri a rinforzare il terreno e le proprie difese naturali, piuttosto che ad alterarli in maniera artificiosa e pericolosa?

“Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l’arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica”.
Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza USA – 17 Sett 1787

Vorrei infine ricordare e puntualizzare un paio di concetti.

-Il morbillo è una malattia benigna, se fatta durante l’infanzia e in Paesi industrializzati come il nostro, e se ci son stati 25 casi in tutto il Friuli non è una tragedia come si vuol far credere anzi, questi bambini, che l’hanno tranquillamente superato, ora avranno un’immunità duratura (cosa che spesso invece non avviene con l’immunità da vaccino) che li proteggerà dalla possibilità di contrarre il morbillo in età adulta, quando è ben più pericoloso.

-La bambina morta di pertosse menzionata nell’articolo può benissimo aver contratto la malattia da una persona vaccinata. E’ stato ormai chiaramente dimostrato “scientificamente” che chi si vaccina è spesso portatore sano della malattia per cui si vaccina con la differenza che, non sapendo di esserlo, diffonde virus e batteri in comunità o in famiglia senza che nessuno lo sappia e prenda le necessarie precauzioni; un bambino non vaccinato che si ammala invece, viene tenuto in casa, isolato e ha molte meno possibilità di contagiare la comunità”.

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Sanità Italiana? “Noi vendiamo all’estero”.

Articolo di  “Il Sole24Ore

Il gruppo di costruzioni Astaldi mette in vendita i quattro ospedali toscani di Prato, Pistoia, Lucca e Apuane, realizzati in project financing con un investimento di 419 milioni e un percorso tormentato che si è protratto per 12 anni (l’avviso pubblico della Regione risale al 2003 mentre l’ultimo ospedale, quello delle Apuane, è stato inaugurato il 15 gennaio scorso) .

Ospedali-in-vendita

La decisione di Astaldi di uscire dalle principali concessioni di lavori pubblici che detiene, anticipata oggi dal quotidiano digitale Edilizia e Territorio-Sole 24 Ore , si lega alla volontà di ridurre l’indebitamento (988 milioni al dicembre scorso). Per i quattro ospedali toscani, così come per la linea 5 della metropolitana milanese e per l’ospedale di Mestre, «ci sono già pretendenti», secondo quanto annunciato dall’amministratore delegato di Astaldi, Filippo Stinellis.

Il cambio di proprietà dei quattro ospedali toscani si lega a quello, annunciato nei giorni scorsi, della cessione di un portafoglio di infrastrutture realizzate (o in via di realizzazione) in project financing dal gruppo Condotte, tra cui l’ospedale di Empoli, il people mover di Pisa e la centrale di trigenerazione energetica del polo ospedaliero di Careggi, a Firenze. Ad acquisire l’80% del portafoglio – del valore di oltre 700 milioni di euro – è stata Infracapital, divisione di investimenti in infrastrutture della britannica M&G Investments.
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Autismo,la svendita della dignità umana e il processo mediatico anziché scientifico

Correva l’anno 2004 quando il CDC stimò il tasso di autismo sul dato 1-66.

Non solo il CDC ma tutto il Sistema sanitario statunitense non aveva realmente capito cosa stesse accadendo. La tragica verità non è  rappresentata tanto dal fatto di non conoscere questo disturbo sempre più crescente ma di ignorarne i dati.

Questo è stato un vero e proprio abominio.

Nel frattempo però gli atti criminali si perpetrano.

In che modo?

Il Dr. William Thompson ed i suoi coautori facenti parte dello stesso CDC,  avevano appena finito di  distruggere tutti i documenti e gli studi inerenti alla correlazione su MMR-autismo del 2004 ; uno studio per assolvere il vaccino agli occhi del sistema di governo e di assistenza sanitaria.

*Ricordiamo che nell’agosto 2014, il Dr. William Thompson, uno scienziato che da anni, prestava il suo servizio nello stesso CDC, ammise la frode perpetrata da lui e dai suoi collaboratori,nei confronti  dello studio (rilasciato pubblicamente) che correlava l’autismo alla vaccinazione MMR.

Ancora una volta abbiamo toccato con mano la censura del governo e dei media mentre i dati sull’autismo erano in costante aumento.

Dopo la scesa in campo degli psichiatri (ricordate l’avvento in massa di più di 2.003 documentari riguardanti le Mamme Frigorifero) abbiamo continuato a vedere una politica fittizia e falsa,  osteggiare la reale voglia di conoscenza dei genitori danneggiati .

E ‘stato durante questo periodo che una conferenza ha deciso di avviare la discussione che doveva prima o poi aver inizio.

Nel 2003, AutismOne ha iniziato a rincorrere la verità sull’autismo,ricercandone le cause e le frodi mediche e da allora,non ha più smesso di farlo.

vaxxed

Sostenuta da grandi imprese e legioni di lobbisti, abbiamo assistito inverosimilmente ad un’inversione di rotta. Il glifosato è stato considerato addirittura sano e quindi sul suo utilizzo ci è stato costruito un impero di guadagni,ma non si poteva mettere assolutamente in discussione i danni provocati dai vaccini.

Pubblicamente la censura è sempre stata toccata con mano e questo è un vero e proprio abominio. Tutto ha controindicazioni,i vaccini sono farmacie  come tali devono essere considerati e trattati.

Ma nulla,parole al vento per i governi e le forze politiche che guadagnano sulla pelle di povere creature indifese.

Più volte gli stessi direttori di testate note (ricordiamo Norton con The Lancet) avevao confermato la totale inattendibilità degli stessi peer-review il cui scopo è stato quello di soffocare la vera ricerca.

Nonostante il grandissimo contributo di AutismOne  il quale ha contribuito al dialogo tra genitori ed operatori sanitari,non possiamo dimenticare l’operato del governo e dei media mainstream.

Diversi i giornali che hanno dedicato il loro tempo a contrastare il movimento e le azioni di AutismOne; gli stessi Chicago Tribune e Chicago Sun-Times hanno fatto del loro meglio per screditare la conferenza invece di aiutare i genitori a trovare una reale via di uscita.

Ogni anno, AutismOne subisce direttamente le pressioni e gli attacchi da tutti i fronti,con tanto di pagina di Facebook dedicata a “esporre ,diciamo così,il loro punto di vista “.

Negli Stati Uniti,mentre i genitori guardavano inermi la regressione dei propri figli,il governo non ha mai dato loro una risposta per questo,si ringraziano gli attivisti e i molteplici professionisti che danno un reale contributo alla causa.

I medici non hanno realmente aiutato le famiglie ; l’unica risposta che avevano si trovava come sempre nella loro “cassetta degli attrezzi“, ovvero i farmaci.

Prassi è ,da sempre e in tutto il mondo,quello di non risolvere il problema ma di alimentarlo.

Che ne sapeva Ippocrate vero?

Nonostante ciò, fortunatamente la discussione si è evoluta, in parte a causa della mancanza di volontà delle famiglie nell’accettare risposte statiche e poco corrette,senza alcuna logica, da parte degli operatori sanitari e delle stesse strutture,impreparate all’argomento stesso.

Attualmente negli Stati Uniti, il documentario Vaxxed: Da Cover-Up alla catastrofe è esposto ad una pesantissima censura dei media.

Ce lo aspettavamo perchè quando si mette in discussione l’autismo e le relative frodi di ricerca all’interno del CDC,non puoi fare altro che aspettare la censura stessa.

Questo però si è scontrato con la realtà dei fatti. Il documentario ha raccolto grande entusiasmo da parte dei genitori di tutto il mondo,che sostengono l’operato dei produttori e dello stesso Dr. Wakefield.

E’ quindi stato  facile scoprire  i conflitti di interesse dei politici e dei “giornalai” che giocano a fare i giornalisti.

Cosa succederà quando il film più censurato d’America verrà dunque presentato alla conferenza di AutismOne che si terrà dal 25 al 29 maggio a Chicago?

Tocchiamo con mano la censura non solo dal governo ma dalla stessa popolazione divisa a metà tra l’onestà e la collusione.

Tuttavia, il punto fondamentale è la possibilità di avere una scelta personale, di prendere decisioni informate per la salute, e la libertà di discutere sulle informazioni, indipendentemente da tutto.

Staremo a vedere e auguriamo un grande augurio ai nostri fratelli americani che lottano come dei leoni per affermare la loro libertà di scelta e di cura.

 

 

 

*Ringraziamo J. Jaxen, giornalista investigativo indipendente americano,che si occupa dei pericoli concernenti  le vaccinazioni  e la corruzione farmaceutica. La stessa che ha infettato non solo l’America ma tutto il mondo.

 

**Riproduzione consentita purché l’articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando all’inizio, Autore e link attivo al sito.

Nessuna modifica potrà essere consentita.

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La Toscana finanzierà con 23 mln di euro la ricerca Novartis sui vaccini

Toscana. Rossi: “Finanzieremo con 23 mln ricerca Novartis su vaccini”

Articolo di “QuotidianoSanità”

Cercheremo di essere  imparziali,ma la collaborazione con la stessa fondazione Gates (secondo finanziatore dello stesso OMS) lascia davvero riflettere sulla criminosa pratica che stanno attuando i giocolieri delle vite altrui.

Ricordiamo il pensiero della stessa

MARGARET CHAN (allora Direttore dell’OMS) dichiarò:

“Oggi,molte delle minacce che contribuiscono alla diffusione delle malattie croniche,provengono dalle compagnie MULTINAZIONALI che sono grandi,ricche e potenti,guidate da interessi commerciali e assai poco interessate alla salute della popolazione”.

Collaborare con la fondazione di coloro che (non essendo medici) finanziano  la morte e non la vita (le denunce lo attestano).

Se la Monsanto,  fosse una persona, personificherebbe lo stesso  Bill Gates. Sì, il fondatore di Microsoft ,è lo stesso il quale assieme alla moglie possiede un’associazione a “scopo umanitario” .

BILL GATES con la sua fondazione e una donazione di ben 220 milioni di dollari (2012-2013), è il secondo maggiore finanziatore dell’OMS (al primo posto abbiamo la WHITE HOUSE,il governo degli Stati Uniti).

UN UOMO DALLE MILLE RISORSE E DAI MOLTI CRIMINI

Le aree di intervento della fondazione sono molteplici: dai vaccini alla salute materno-infantile,dal micro-credito allo sviluppo agricolo. Molteplici a loro volta,anche i sostenitori della fondazione:MacDonalds,Coca Cola,Nestle,Sanofi-Aventis,etc.

Bill Gates, fondatore della Microsoft con la sua Fondazione è il secondo maggiore finanziatore dell’OMS.

Questa è davvero un’associazione a delinquere,senza sé e senza ma.

Ma veniamo alla notizia che riporta quanto segue:

“Il governatore toscano non nasconde la sua soddisfazione per aver ottenuto dalla Commissione europea il via libera a una operazione a cui la Regione Toscana sta lavorando da anni, per la realizzazione del progetto che Novartis ha messo a punto anche con il sostegno della Fondazione Gates”. 

09 MAG – “Porto da Bruxelles, dove proprio oggi mi sono recato, un risultato importantissimo per l’economia e il futuro della Toscana: 23 milioni di euro di nostri fondi che permetteranno a Novartis di realizzare a Siena uno stabilimento pilota per sviluppare vaccini innovativi destinati ai paesi in via di sviluppo”.
“Questi 23 milioni, che sono fondi della Regione Toscana, possono ora far decollare un grande progetto di sviluppo – prosegue il presidente – che mette insieme attività di ricerca avanzata, nuove opportunità di lavoro di alto livello e una risposta di qualità, tempestiva e a costi ragionevoli alle esigenze dei paesi in via di sviluppo. La Toscana ci ha creduto e ha lavorato per garantire con questo progetto un futuro a una delle presenza industrali più significative della regione”.
“Investiamo dove c’è eccellenza – conclude il presidente – come anche la Fondazione Gates ha riconosciuto, investiamo per un progetto che ha grandi risvolti sociali oltre che economici”. Da ricordare inoltre che la Regione Toscana, sempre in questa ottica, ha già finanziato negli anni scorsi un progetto per la ricerca e la produzione di un vaccino contro il tifo, sempre destinato ai paesi in via di sviluppo.

 

Troviamo alquanto abominevole la collaborazione con la fondazione Gates.

A tal proposito,sarebbe utile che qualcuno ricordasse le denunce avvenute nei confronti dello stesso  da parte di medici e del  governo indiano per aver rovinato  molteplici ragazze dopo una criminale vaccinazione .

Fino a quando continueremo a collaborare con i criminali?

GLI INTERESSI SI CAMUFFANO DA MISSIONI UMANITARIE.

L’operato di Bill Gates il quale ricordiamo essere il secondo maggiore finanziatore dell’OMS, è aberrante.

Secondo diverse notizie,il caso si concentrerebbe in particolare sull’illecita sperimentazione umana basata sui due vaccini disponibili per l’HPV, Cervarix (GlaxoSmithKline) e Gardasil (Merck & Co); 16.000 i bambini che vivono in Andhra Pradesh (India) usati come cavie; 14.000 invece i bambini di Vadodara, Gujarat, usati per la vaccinazione contro l’HPV.

I Medici indiani lo hanno citato per aver portato morte e non vita attraverso il suo operato. Moltissimi i bambini danneggiati e diversi i decessi.

 

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