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Febbre: il peggior nemico o il miglior alleato? a cura del Dott.Tomassone

Febbre: il peggior nemico o il miglior alleato? a cura del Dott.Tomassone

Febbre:  il peggior nemico o il miglior alleato?  a cura del Dott.Tomassone
febbraio 20
06:48 2019

Febbre: c’é da averne paura?

a cura di Vacciniinforma e del Dott.Diego Tomassone

Anni fa avevamo condiviso con voi un reportage sulla febbre ed il sistema immunitario data la mole di domande che arrivarono a tal proposito.  Molti genitori in realtà non sono consapevoli  di cosa sia davvero la febbre, considerata come un alleato e non un nemico .

A tal proposito, data la paura che guida la maggioranza della gente nei confronti di qualcosa che invece non è nocivo, abbiamo chiesto al Dottor Tomassone qualche chiarimento in merito per rasserenare e far comprendere ai genitori cposa sia in realtà la Febbre e come la si dovrebbe trattare.


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FEBBRE: LE SUE ORIGINI 

“Penso sia inutile dire ai genitori “non spaventatevi” per la febbre, come penso sia inutile dire quanto un medico abbia a che fare con la febbre quasi quotidianamente.

Lo stesso Hahnemann iniziò proprio la sua carriera di Omeopata “grazie” alla febbre, perchè traducendo la Materia medica di Cullen nel periodo che smise di esercitare la medicina, ebbe l’illuminazione di sperimentare il Principio dei simili, assumendo la corteccia di China, e facendosi venire la febbre intermittente simil-malaria!

Nel 1808 Egli scrisse anche “Osservazioni sulla febbre scarlatta” (la scarlattina), descrivendo i sintomi di questa particolare forma di “febbre”, e trovando in Belladonna il rimedio perfetto per curarla. In ambito omeopatico ci sono oltre 2900 rubriche repertoriali per descrivere la febbre, e oltre 300 rimedi che possono “curarla” .

MA LA FEBBRE CHE COSA E’ ? COME SI CI LIBERA DA ESSA?

La febbre come la intendiamo oggi, è un segno clinico e non una patologia, espressione di una manifestazione patologica e reazione dell’organismo a insulti esterni.

E qui già abbiamo un primo fondamentale punto per non averne paura ma allora perchè quando la temperatura corporea alta ci spaventa?

Il motivo è da ricercare in un retaggio culturale direi quasi “archetipico”, perchè in passato con “febbre” si intendeva la manifestazione esterna di malattie acute gravi che portavano molto spesso alla morte, e ancor di più è da ricercare proprio nell’etimologia della parola, che illustri filologi fanno proprio risalire a radici indo-europee con il significato proprio di “spavento, spaventarsi”.

Questo perchè la manifestazione di brivido e di tremore, a un primo approccio, da l’impressione di spavento (non a caso un grande rimedio della febbre è proprio Aconitum). L’unica tipologia di febbre dove spaventarsi ha un senso, si chiama “ipertermia maligna”, cioè una rara ma gravissima complicanza farmacogenetica dell’anestesia generale, scatenata proprio dai farmaci, perchè il soggetto in questione ha un difetto nel gene che codifica per il canale della rianodina, posto a livello del muscolo scheletrico, qui si ci vuole intervento tempestivo e terapia ad hoc (i classici antipiretici non servono a nulla).

La febbre che conosciamo noi però non è la ipertermia maligna, ma la iperpiressia, dove la temperatura si alza oltre il normale (36-37°C).

Partiamo dalle basi fisio-patologiche :

La febbre è gestita dall’ipotalamo, la “centralina elettronica” del nostro organismo, che nel caso di infiammazione, grazie ai macrofagi che producono citochine dedicate (soprattutto IL-1 e IL-6 ma non solo), e grazie alla prostaglandina E2 (PGE2), facendo in modo che il “sensore” ipotalamico venga tarato a una temperatura più alta, ma perchè accade ciò?

La temperatura aumenta perchè una temperatura più alta di 1°C aumenta l’efficienza del sistema immunitario del 600% (mentre la discesa di 1°C determina una diminuzione dell’efficienza del 30%)  ricordando sempre che è un innalzamento regolato della temperatura, quindi controllato e non disfunzionale.

Nonostante quindi l’etimologia della parola febbre, non è necessario spaventarsi, perchè nella stragrande maggioranza dei casi, la febbre è associata a banali infezioni virali, a risoluzione spontanea, quindi non pericolose, anche perchè la temperatura non sale mai oltre una certa soglia (e tenete presente che la denaturazione delle proteine, quindi il vero danno cellulare legato a una temperatura elevata, avviene solo a temperature prossime ai 48°C, quindi irrangiungibili!), e non sono mai stati dimostrati danni tessutali da febbre, ma anzi è fattore protettivo verso le allergie (favorisce lo switch TH2/TH1).

Non va dimenticato poi che avere una temperatura più alta è segno di salute, perchè legata ad una condizione corporea collegata all’alcalosi tessutale, mentre invece avere una temperatura più bassa è legata a una condizione di acidosi, che porta ad invecchiamento precoce, ad ammalarsi più di frequente (i microbi vivono meglio a temperature più basse), e facilita l’insorgenza del cancro, perchè le cellule tumorali prediligono un ambiente acido (se notate i pazienti tumorali difficilmente hanno la febbre, proprio perchè il corpo è così debilitato che non risponde più); chi ha una scarsa reazione alla febbre, come dimostrato da lavori scientifici, è soggetto ad una mortalità più elevata.

FARMACI ANTIPIRETICI: FATE ATTENZIONE!

Altra nozione fondamentale è quella relativa all’uso dei farmaci antipiretici, come il paracetamolo, che da scheda tecnica vengono consigliati quando la temperatura supera i 37°C.

A mio avviso – lo dico ragionando sulla fisiopatologia e sulla consapevolezza di cosa fa il farmaco-  è quasi mai indicato il farmaco antipiretico, e ve ne spiego il perchè.

Il paracetamolo, farmaco per eccellenza consigliato (anche se il farmaco migliore per la febbre sarebbe un altro), non agisce sull’infezione di base, ma allevia solamente la sensazione di disagio del paziente (perchè agisce bloccando la sintesi delle prostaglandine), non agendo assolutamente sulla causa prima, ma anzi spesso mascherando una eventuale infezione batterica, magari trattata in modo errato.

Il paracetamolo ha effetto epatotossico, perchè è un farmaco ossidante che va ad esaurire le scorte di glutatione, antiossidante per eccellenza, situazione che si aggrava se pensiamo che i bambini più sono piccoli, più hanno scorte limitate di glutatione (da qui possiamo vedere molto chiaramente l’effetto soppressivo del paracetamolo, tipico modus operandi della medicina antipatico/allopatica, perchè il corpo “tira” verso il riportare l’organismo a uno stato di basicità tissutale, e il farmaco invece, già acido di per sè, toglie scorte di antiossidanti)

Il paracetamolo quindi abbassa le difese immunitarie quasi “remando contro”, quindi va sempre prescritto con cautela e con la consapevolezza che unico beneficio è la diminuzione di sensazione di disagio.

E LE CONVULSIONI FEBBRILI?

Tralasciando le forme di epilessia con convulsioni febbrili ,  mi concentro sulle forme comuni di convulsioni febbrili, chiamate “benigne” .

Si manifestano innanzitutto non prima dell’anno di età e non oltre i 5 anni, e sono episodi che si autorisolvono senza lasciare reliquati, e si possono prevenire semplicemente mantenendo una temperatura corporea uniforme, perchè le convulsioni non vengono a causa della temperatura elevata, ma dalla differenza di temperatura tra le diverse zone corporee, o dall’abbassamento repentino della stessa (quindi no farmaci dati a casaccio o immersione in acqua gelida o ghiaccio!).

Ricordate poi che esistono anche qui, circa 25 rimedi omeopatici che possono essere usati in queste condizioni, non solo per l’acuto ma anche come quadro e per la diagnosi di rimedio della totalità sintomatologica.

E la PFAPA?

E’ una sindrome determinata da febbe periodica e ricorrente con adenite, aftosi e faringite, quindi linfonodi gonfi, ulcerette buccali e gola infiammata, che si manifesta nei bambini, anche prima dei 5 anni di età (prima chiamata sindrome di Marshall e riconosciuta solo nel 1987).

Ovviamente l’allopatia ha solo dei sintomatici e non ha idea delle cause, in omeopatia invece, è possibile valutare ogni caso e dare il rimedio opportuno ed i consigli corretti, perchè spesso ci sono carenze nutrizionali e alterazioni che perpetuano una situazione infiammatoria che al primo “attacco” anche lieve attiva questa risposta.

Quindi quando arriva la tanto temuta febbre, come ci comportiamo?

Prima cosa non ci spaventiamo, e poi magari ci facciamo seguire adeguatamente da un medico bravo, ricordando però alcuni semplicissimi punti:

– i farmaci antifebbrili in pochissimi casi sono consigliati, meglio avvalersi di pratiche igieniste qui sotto illustrate, o eventualmente (ma concordo poco!), suppostine di complessi;

– bisogna supportare il lavoro di disintossicazione che la febbre sta svolgendo, controllare tutti gli emuntori, quindi la funzionalità intestinale in primis (un grande rimedio è massaggiare il pancino con un pezzettino di zenzero seguendo la direzione del colon, quindi, per chi guarda il pancino, in senso orario), aiutare la sudorazione e fare bere il malato (se non ha sete o ha sete di limonata, sono sintomi importantissimi da riferire per trovare giusto rimedio), fare spugnature con acqua tiepida non gelata e aceto in egual concentrazione, su braccia, gambe, fronte.

– ricordare sempre che tutto ciò che alcalinizza va bene, mentre quello che acidifica no, quindi si ad acqua e limone o tutto ciò che è vitaminico (il consiglio della famosa vitamina C è legato al fatto che uno dei più potenti antiossidanti), si a tisane come tisana di ortica (c’è tanta vitamina C e svolge una azione depurante molto profonda, e antiossidante eccellente), come si a tisana o sciroppo o succo di sambuco, perchè facilità la depurazione e la sudorazione (esistono ben 781 voci di lavori scientifici sull’efficacia e le proprietà del sambuco, e infatti le preparazioni a base di Sambuco, sono ufficialmente riconosciute attive ed efficaci con D.M. Salute 27/03/14).

Insomma la Febbre non è poi così temibile, genitori, non abbiatene paura!!

 

 

 

Vacciniinforma ringrazia il dottor Diego Tomassone per le delucidazioni in merito.

 

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