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Autismo e “la morte dell’anima” , la storia di Maria Pia Morelli

Autismo e “la morte dell’anima” , la storia di Maria Pia Morelli

Autismo e “la morte dell’anima” , la storia di Maria Pia Morelli
maggio 30
07:42 2018

Vacciniinforma ringrazia Salvatore Morelli, padre della bellissima Maria Pia (una bambina bellissima che ha subito un danno da vaccino)  che lotta da anni , condividendo informazioni medico scientifiche e aiutando moltissime altre famiglie.

Lo Staff ringrazia  questo padre così impegnato nella lotta della veritiera e corretta informazione, per il grande aiuto datoci anni fa, durante una mostra chiamata”AUTISMI” , la quale vide la partecipazione di una classe di allievi di un Istituto d’arte , impegnati in questo progetto che aveva come scopo quello di sensibilizzare i ragazzi sull’argomento in questione, ponendo loro come obiettivo la realizzazione di abiti che rappresentassero cosa fosse in realtà questo mostro, denominato “autismo”.

Non facile per i nostri referenti  trovarsi dinnanzi a più di venti ragazzi sui 16/17 anni. Come spiegare loro che l’autismo ha più volti? Come fargli comprendere quello che questi soggetti vivono? In realtà questi ragazzi hanno dato a noi una grande lezione e non il contrario. Loro sapevano tutto, erano consci e sensibili poichè purtroppo, diversi di loro, avevano dei soggetti autistici in famiglia.

Questo ci ha fatto ancor più riflettere su quale fosse la vera pandemia moderna e che occorre trovare il modo e la maniera per debellarla. La sera prima dell’incontro tra il nostro Staff e gli alunni, Salvatore Morelli scrisse una lettera e la fece pervenire tramite una delle nostre referenti , la quale aveva chiesto aiuto perchè conosceva bene la storia della bellissima Maria Pia.

A distanza di anni, sentiamo l’obbligo morale di condividere con voi , quanto segue. Parole vere, amare e dannatamente dolorose che solo un genitore  può sopportare.

Crediamo sia utile condividere la storia di Maria Pia, nella speranza che persone come Ricciardi, si ravvedano, chiedendo scusa delle pericolosissime fandonie dette a danno della comunità e a discapito  dei moltissimi soggetti danneggiati da vaccinazione, e che gente come Beatrice Lorenzin, chieda scusa ai genitori che sopportano un dolore così grande, ravvedendosi di tutto l’operato criminoso portato avanti in questo lasso di tempo in cui è stata Ministro della Salute.

Grazie a questo grande padre, un esempio di dignità e di amore, immensi.

maria pia

Maria Pia Morelli

“Stasera sono stato imbeccato da una carissima amica, valchiria di tante battaglie. Mi ha chiesto di  spiegare cosa è l’AUTISMO senza usare termini tecnici o altre sofisticherie a ragazzi adolescenti, non facile ma ci proverò.

Ragazzi sono il papà di Maria Pia una bellissima bimba Autistica.

L’autismo non è  -come molti giornali scrivono- un “privilegio” solo perchè vi sono scienziati, personaggi famosi e artisti  che ne sono affetti .

L’autismo è sofferenza sia per i genitori che per gli stessi ragazzi autistici.

Gli autistici non sono solo bambini, esistono ragazzotti di 30 anni con questo dramma.

L’autismo è UNA VITA RUBATA, SPEZZATA…I SOGNI DI UN GENITORE INFRANTI.

Un genitore ha gli occhi che brillano di gioia vedendo il proprio figlio crescere, parlare, interagire col mondo intero.

Vedere il proprio figlio o figlia piangere senza senso, girare come una trottola per ore, non rispondere agli stimoli esterni, picchiarsi, battere la testa al muro o muovere le mani come se stesse sbandierando qualcosa, è per un genitore LA MORTE DELL’ANIMA.

L’autismo non è una condizione che si sceglie, l’autismo non è un caso.

Migliaia di famiglie hanno un figlio autistico e ve ne sono ogni anno sempre più.

Nel 2010, abbiamo 1 ragazzo autistico ogni 68 ragazzi e nel 2000 era autistico un ragazzo ogni 150.

Tra pochi anni, avremo un soggetto autistico ogni due?

Questi numeri vi dovrebbero far pensare cari ragazzi.

Non credete in ciò che vi dicono i media, non vi fidate di nessuno e ragionate con la vostra testa, perchè la verità non è mai comoda e mai  è in superficie.

L’autismo forgia…ti fa capire che le cose importanti della vita,  quelle piccole cose che avevi dimenticato un tempo, come il sorriso di mia figlia.

L’autismo è sofferenza che deve però trasformarsi in energia, perchè la vita deve andare avanti, perchè vi sono altri figli ed una vita da vivere, anche quando il mondo tio abbandona e ti senti morire.

L’autismo in molte occasioni non ti fa vivere, non ti fa uscire, perchè l’autistico è strano, lui urla. Lo vedi muoversi in modo strano, sfarfallando le mani, ha lo sguardo spento, non ti guarda in faccia.

Siamo soli, noi genitori siamo soli ad affrontare questa battaglia, nessuno ci aiuta.

FIUMI DI PAROLE PER INTERESSI E BASTA NEI VARI CONVEGNI.

SIAMO SOLI IN UNA SOLITUDINE CHE TI SPEZZA L’ANIMA.

LA VITA, QUELLA STESSA VITA RUBATA E CHE NON POTRA’ MAI COMPIERSI PIENAMENTE PER QUESTI RAGAZZI, NEMMENO NELLA IMMAGINAZIONE DI NOI GENITORI, troppo presi ad affrontare questo mostro ogni giorno della nostra esistenza.”

DI SEGUITO IL RACCONTO DELL’ESPERIENZA VISSUTA DALLA FAMIGLIA MORELLI.

“Desideravamo una figlia io e mia moglie e l’abbiamo avuta, la bellissima Maria Pia. Nessun problema durante la gravidanza,  al parto i primi due anni di vita senza problemi senza nessuna malattia degna di nota se non per una stipsi molto grave.

Il pediatra mi diceva sempre che l’intestino era immaturo che molti bambini erano così, che non c’era da preoccuparsi. Il linguaggio di mia figlia stentava a nascere e verso i 18 mesi stava iniziando a dire alcune parole, ma la mia esperienza di logopedista mi diceva che era già in ritardo sulle tappe di sviluppo del linguaggio.

Dopo i 18 mesi stranamente il linguaggio non si sviluppava e quelle poche parole scomparvero e da allora il nulla.

Passavano i mesi e pensavo seriamente che mia figlia fosse sorda, molte volte se chiamata non si girava nemmeno. Ho fatto centinaia di prove empiriche che dimostravano che lei sentisse davvero.

Per esempio mentre vedeva un cartone le abbassavo lentamente il volume e lei prendeva il telecomando e veniva da me per farlo alzare.

Altre volte si girava sentendo il più flebile rumore, ma ahimè se chiamata non si girava.

A questo punto verso i 30 mesi abbiamo eseguito l’ABR,  un esame audiometrico obiettivo fatto in sonno, per verificare la funzionalità del nervo acustico. Tutto era normale.

Dopo questo esame ho iniziato   capire come spesso si fa in medicina -ragionando per esclusione-  che il problema era da ricercare in altro.

Mia figlia a parte il linguaggio e al fatto che non si girasse, non aveva particolari problematiche se non la estrema stipsi.

Ho iniziato a temere il peggio e mi sono dovuto “arrendere” all’evidenza anche perchè la bambina peggiorava ogni giorno sempre di più

Iniziavano le stereotipie, mia figlia girava su se stessa come una trottola, prima per qualche minuto autogratificandosi, poi anche per delle ore.

Iniziava ad isolarsi sempre più quando per esempio vi  era qualche festa tra cuginetti.

Nella mia testa terribile affiorava un presentimento ma ero combattuto e pensavo che a volte, questi bambini piccoli hanno potenzialità che emergono all’improvviso; secondo la mia esperienza professionale era così, e speravo fosse così anche per mi figlia.

Purtroppo per Maria Pia però non è stato così. Da credente assoluto nella medicina per mia stessa formazione, il passo è stato breve anche se da genitore lo avevo capitoancor prima che da professionista. In fondo già sapevo ma  forse nel mio intimo di genitore, non volevo accettare perchè è doloroso.

Da li, Visita neuropsichiatrica infantile alla ASL ed il pianto a dirotto di mia moglie, un momento terribile, non tale per la modalità di comunicazione della diagnosi la dottoressa fin troppo gentile ed attenta ma perchè in quel momento “ti crolla il mondo addosso” ed in un colpo solo crollano tutte le “speranze ” per la tua bambina.

A quel punto mi son dovuto risvegliare ed accettare la realtà e come ” da copione”,  credente assoluto nella medicina ho googlato ” XXXXXXX” IL TEMPIO DELLA NEUROSPICHIATRIA INFANTILE IN ITALIA, riferimento per me e di chi crede nella medicina.

Cerco il numero di telefono che trovo e l’indomani telefono e prenoto. Mentre cercavo di capire dove si trovasse per recarmi presso la XXXXXX mi imbato come accade sempre in un forum dove una madre, si lamentava di questo ospedale e che non serviva a niente andare li per l’autismo e che esistevano altre strade.

Sobbalzai dalla sedia, io che facevo molti corsi di aggiornamento anche sulle patologie neuropsichiatriche , credevo che vi fosse soltanto una strada, quella che dopo anni ho scoperto essere “convenzionale” e non unica.

Mi chiamarono dalla XXXXXX perchè lasciai nella loro segreteria il mio numero ma non sono mai andato in quel “tempio” della medicina.

Il punto era questo. Avevo lavorato per anni sui miei pazienti autistici e mi ponevo mille domande a tal riguardo su ciò che facevo e ahimè sul peggioramento di questi bambini.

Dunque la strada convenzionale era  logopedia e neuropsicomotricità  per anni,  con risultati che ahimè già sapevo essere insufficienti.

“L’altra strada” un mistero che lentamente mi ha preso come un fiume in piena, portandomi nel nord italia da un medico “alternativo” che applicava il protocollo DAN.

Prima di portarla, ovviamente divorai letteralmente libri e pubblicazioni scientifiche, studiando notte e giorno.

Devo dire che il mio studio non è stato MAi secondario ad articoli di giornale ma sempre a pubblicazioni scientifiche.

Iniziammo questo protocollo ma la difficoltà rilevante, oltre  alla dieta senza glutine e caseina, era la somministrazione di integratori che molte volte erano forniti solo nella formulazione a capsule per cui mia moglie svuotava le capsule e le versava in un biberon e mentre mia figlia dormiva, sfruttando il riflesso della suzione ancora presente, le facevamo le varie sommministrazioni.

Ringrazio ancora quel medico per aver tirato fuori dal baratro mia figlia ma presto mi resi conto che questo medico aveva “sparato tutte le sue cartucce” per cui ahimè me ne allontanai.

Continuai  a “curare” mia figlia studiando notte e giorno l’autismo nel suo livello “biologico”.

Mi resi contro ben presto che in diverse occasioni, l’autore, quando realizza uno studio sull’autismo, non sempre è obiettivo per dimostrare la sua tesi.

Ma quando poi mi imbattevo in studi di biologia molecolare degli alimenti mi si apriva un mondo,  scoprendo che vi sono “proprietà oppioidi” per il glutine e la caseina; allora avevo la conferma che i fautori della dieta senza le proteine del latte e dei graminacei avevano ragione.

Questa è stata sempre la metodologia di studio che mi ha accompagnato durante questi 4 anni oramai e che continua ancora.

Mia figlia è partita dunque da un ferreo protocollo DAN che poi ho ampliato, integrando ciò che ritenevo “giusto” per mia figlia.

L’essere nel giusto è secondario al miglioramento clinico di mia figlia.

Il raggiungimento del controllo sfinterico è stata una magnifica conquista sia per mia figlia che per tutta la sua famiglia.

La interazione sociale è migliorata tantissimo come come anche il suo contatto oculare e le manifestazioni di affetto, mentre prima vi era chiusura sistematica verso il mondo esterno.

Mi sono sempre mosso con qualsiasi strumento potesse migliorare ” il livello biologico” di mia figlia.

Non voglio star qui a descrivere con puntiglio ciò che ho utilizzato, ciò che ha funzionato bene e ciò che non ha funzionato. Potrei dire mille cose ne dirò pochissime da esempio.

Quando ti si dice di somministrare vitamina D e poi scopri che quest’ultima deve essere “rielaborata” per formare quella biologicamente attiva tramite processi enzimatici, vorrei capire perchè nessuno mi ha mai detto di usare calcitriolo già sintetizzato.

Quando mi dicevano di  somministrare acido folico e non il folinico, vorrei saperne la ragione.

Devo però confessare un GRAVE errore metodologico, quello che ahimè accomuna molti “esperti” del settore, tutti rinchiusi in compartimenti stagno.

Circa due anni fa ho incrociato una metodica omeopatica per la cura dell’autismo. Dopo una sommaria lettura mi sono messo a ridere e con la mia stupida arroganza intellettuale ho schernito questo metodo.

Errore grave perchè prima di dire se una metodologia funzioni o meno bisogna studiarla in profondità e provarla, proseguendo non a tentativi, ma secondo scienza e co-scienza. Attualmente ho intrapreso questa strada con buoni risultati, una strada che due anni fa ritenevo assurda e fuorviante.

Umiltà, correttezza intellettuale, curiosità, sacrificio, abnegazione, questo dovrebbe appartenere a genitori e medici.

Questi ultimi dovrebbero cucire addosso al paziente un protocollo sempre personalizzato e “mettersi in discussione”.

Non ha senso fornire ad ogni paziente lo stesso protocollo perchè è in letteratura oramai il fatto che ogni bambino autistico è un puzzle nel puzzle, un fenotipo diverso, per cui se una terapia funziona con un bambino, non significa che possa funzionare con un altro.

L’estrema eterogeneicità dell’autismo è il grande problema di questa devastante patologia.

L’autismo non è solo grave per il figlio o soggetto in se ma ferisce gravemente il legame familiare.

Qualsiasi rapporto fra i genitori se non è ben saldo si sfalda e non poche famiglie non riuscendo a colmare il proprio dolore esistenziale soccombono e tutto salta con un aggravio maggiore a carico di chi dovrebbe avere molte più attenzioni rispetto ad un bambino normale.

Non è bello vedere altri bambini che giocano parlano ridono, vedere genitori con gli occhi luminosi nel guardare i propri figli. Non è mancanza di accettazione,no .Personalmente accettare la condizione di mia figlia non è rassegnazione.

Un pensiero per il “MONDO SCUOLA” assolutamente impreparato rispetto alla disabilità in genere che viene considerata un peso e non una occasione per mettersi in discussione e crescere  MA UN VERO E PROPRIO FASTIDIO.

L’impreparazione, l’assenza di formazione, la mancanza di volontà nel mettersi in discussione e di STUDIARE, determina ahimè un’assenza di presa in carico del bambino disabile con attività di sostegno assolutamente non congrue ma basate su programmazione curriculare normale.

E’ più comodo adagiarsi su spiagge tranquille che navigare nella tormenta della conoscenza.

L’autismo è visto -almeno nella mia esperienza di genitore e addetto ai lavori- come una magia, un mistero, qualcuno lo identifica con nomi fiabeschi, altri lo “amano”.

Rispondo a costoro, che esistono ragazzi autistici che picchiano la testa al muro, piangono e gridano per ore, che si picchiano per ore ed è una enorme sofferenza vederli.

Questi sono quelli che nessuno vede e non certo i figli delle fate. La mia coscienza di genitore in primis e poi di professionista, non mi può sollevare dal riflettere su un aspetto poco trattato dell’autismo: il fiorente business. Fermo restando la giusta pretesa da parte di un professionista del settore di avere una propria “parcella” più o meno congrua a seconda dei passaggi radiotelevisivi e / o de proprio seguito,  dico che non è giusto che un genitore debba fare “mutui” per pagare visite specialistiche e terapie molto costose.

E’ eticamente scorretto e non è giusto. La stessa formazione specifica degli operatori in metodologie “di moda” costa moltissimo e ve lo dice uno che di professione fa il logopedista da 20 anni.

Tengo a precisare che sono importanti tutte le varie tecniche d’intervento sull’autismo per quanto riguarda l’area riabilitativa (sono un riabilitatore, conosco ciò che dico)  ma  per la presa in carico globale del soggetto autistico è INDISPENSABILE E BASILARE PRENDERE IN CARICO IL PAZIENTE AUTISTICO A LIVELLO BIOLOGICO.

Purtroppo esiste un rilevante conflitto di interesse in molte associazioni e gruppi di terapisti e figure mediche che dovrebbero essere eticamente più corretti. Ritengo indispensabile che vi sia il supporto medico per “curare” l’autismo, ma ritengo anche che i medici che si occupano con coscienza e seriamente di questo dramma, debbano avere l’obbligo morale di COLLABORARE CON ALTRI COLLEGHI, senza invidie, senza divisioni od attriti. I medici dovrebbero informare le persone, dovrebbero in scienza e co-scienza non aver paura di dire cose che pensano ma che non direbbero mai in un pubblico convegno. Per fortuna esistono in Italia medici (un po pochi per la verità)  che ci mettono la faccia e dicono cose secondo la propria coscienza di uomini liberi e di studiosi della materia medica.

Solo con la condivisione dei saperi è possibile mettere a punto nuovi protocolli d’intervento. Un accenno dovuto all’annoso argomento dei vaccini.

Ricordo di quanto sia fondamentale in CONSENSO INFORMATO e quindi , METTERE IN CONDIZIONE UN GENITORE DI POTER SCEGLIERE LIBERAMENTE se sottoporre il proprio figlio alla vaccinazione. Questo avviene solo quando si informa correttamente il genitore sui vantaggi e svantaggi dei vaccini. Personamlente NESSUN MEDICO mi ha MAI informato sugli effetti positivi e negativi dei vaccini ed io come migliaia di altri genitori ,abbiamo seguito il flusso senza aver nessuna cognizione di causa di ciò che stavano per fare ai nostri figli. Ovviamente non sono d’accordo sulla loro obbligatorietà.

Un ultimo accenno va fatto alla quasi assoluta presenza dei media sull’autismo.  L’autismo è una grave patologia che ahimè ha una diffusione mondiale molto grave. I numeri sono allarmanti.

Nel 2000 la prevalenza era si 1/150, nel 2010 la prevalenza era di 1/68.

Se dunque ogni 10 anni il numero di soggetti autistici raddoppia è verosimile pensare che tra 30-40 anni si raggiunga 1/1, sempre che nel passaggo dal DSM-IV al DSM-V si perdano in un sol colpo il 20% delle diagnosi di autismo

Come mai nel 2009 il Presidente USA Obama pose tra le prime tre priorità della salute in USA l’autismo? un Caso?

 

Sono le ore 1.30di notte e sono qui a scrivere di autismo. La notte mi segue sempre in questi ultimi 4 anni perchè è l’unico momento nel quale ho tempo per studiare e riflettere, prima che il sonno mi assalga. Questo solo un genitore colpito nella propria intimità può fare.

 

Un abbraccio virtuale a tutti quei genitori e figli che soffrono e combattono.

 

Salvatore Morelli, padre di Maria Pia, una bambina autistica.

L’autismo è un ladro di sogni….di vite e di vita….”

Buona riflessione 

*CHE QUESTA TESTIMONIANZA SIA DI MONITO A COLORO I QUALI DENIGRANO LE FAMIGLIE CHE HANNO SUBITO UN DANNO DA VACCINO E CHE LE ISTITUZIONI SIANO ATTIVE E VICINE A QUESTI GENITORI, SOPRATUTTO REINTEGRANDO NEI LEA L’AIUTO A QUESTE FAMIGLIE.

IL FATTO CHE L’EROGAZIONE DEI SERVIZI E DEGLI AIUTI AI GENITORI NON SIA PIU’ GARANTITA MA “A  DISCREZIONE DELLE AZIENDE SANITARIE” E’ UNA GRANDE VERGOGNA. LO STATO ITALIANO DOVREBBE AGIRE  INNANZITUTTO TOGLIENDO RUOLI MINISTERIALI A SOGGETTI DENUNCIATI PER CORRUZIONE E ABUSI D’UFFICIO, come lo stesso Ricciardi e la Lorenzin . INVITIAMO L’ANAC AD INTERVENIRE POICHE’ SOLLECITATO DIVERSE VOLTE.

Chiediamo che la sanità non venga più politicizzata e che i politici non meritevoli di ricorpire tali ruoli, vengano fatti uscire dalle istituzioni. 

Ciò che sta accadendo in Italia è abominevole. 

Ricordiamo i fatti http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2018-05-11/autismo-la-nuova-intesa-linee-d-indirizzo-escono-lea-120247.php?uuid=AEbnQrmE )

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