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Vaccini e Decreto Lorenzin? “No Vax”, un movimento ben radicato e motivato

Vaccini e Decreto Lorenzin? “No Vax”, un movimento ben radicato e motivato

Vaccini e Decreto Lorenzin? “No Vax”, un movimento ben radicato e motivato
novembre 08
08:34 2017

NO VACCINI, UN MOVIMENTO DAL BASSO per appropriarsi della nostra salute.

Vacciniinforma ringrazia il Professor Ivano Spano ( il suo eccellente curriculum lo troverete di seguito in allegato) per il suo contributo, l’analisi dettagliata e assolutamente logica che individua nel decreto Lorenzin delle problematiche non solo sanitarie ma societarie.

ivano spano

Il Decreto Lorenzin, Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, tradotto, poi, in legge dello Stato in violazione principalmente della nostra Costituzione, del diritto alla salute e dei limiti imposti al rispetto della persona umana e della libera autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari, in sfregio altresì delle Convenzioni internazionali in merito, tradotte già in leggi dello Stato, nonché della “Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea” e, non da ultimo, la violazione del diritto fondamentale all’educazione scolastica infantile,

ha prodotto, anche sulla spinta della vittoria al referendum del 4 Dicembre 2016 contro, di fatto, la possibile rottamazione della Costituzione stessa, l’indignazione di una buona parte degli italiani, delle famiglie, dei genitori, degli studiosi e dei giuristi e anche, seppur minoranza, di medici coscienti, radiati con prontezza dal loro “ordine” e nella indisponibilità di continuare attivamente la loro professione.

Numerosi gruppi, comitati, associazioni di cittadini sono sorte spontaneamente in tutta Italia, dal Nord al Sud e alle Isole, opponendosi a questo liberticida e insano provvedimento capace, ovviamente, di violare non solo Costituzione, leggi e trattati in merito ma di mettere a repentaglio la salute collettiva, a partire dai bambini neonati, con possibili pesanti risvolti anche per la salute delle future generazioni, ma non solo. Corre voce che tutta la popolazione italiana ogni 10 anni dovrà ripetere tutte le vaccinazioni prescritte.

salute

Intanto, il Paese vive una situazione di costante crisi, di riduzione delle possibilità di lavoro e di mantenerlo, una situazione di stabile e drammatica condizione di precariato dei nostri giovani, di impoverimento generale di una buona parte della popolazione, di riduzione dei servizi sociali e sanitari, del diritto allo studio e, potremmo dire, in generale, dei “diritto ad avere diritti”.

La politica scellerata dei governi che si sono succeduti in questi anni, per altro illegittimi e non votati da nessuno di noi, pontifica e dispone tagli costanti della spesa pubblica sotto l’apparente miraggio della riduzione del debito  nazionale che, di fatto,

è comunque in continua crescita e ha richiesto la svendita del nostro patrimonio pubblico, artistico, culturale, paesaggistico e dei servizi sociali e sanitari più utili e non solo, finiti e che finiranno nelle mani di multinazionali soprattutto estere e da noi non controllabili,  il cui scopo non è certamente quello di migliorare la nostra qualità della vita quanto quello di ottenere facili e consistenti profitti, capaci di far ingrassare ulteriormente il capitale finanziario, il grande colpevole della nostra crisi e delle nostre disgrazie.

Lo sviluppo della consapevolezza collettiva, a partire dalla imprescindibile difesa della Costituzione e dalla reazione popolare verso leggi liberticide e nocive per la salute collettiva come quella della obbligatorietà dei vaccini e della loro diffusione progressiva, richiamano la necessità di interventi e azioni con carattere di urgenza, capaci di opporsi alle scelte e al governo della “partitocrazia” che è, lei sì, la vera anti-politica.

Riprendiamoci, allora, quella sovranità che spetta al popolo, a ognuno di noi!

Gli obiettivi da raggiungere e le azioni da porre in essere hanno assolutamente, come detto, carattere di urgenza. Non possiamo aspettare che qualcuno dei nostri governanti si converta all’amore della vita e della natura e dei loro diritti, in tempo per fronteggiare l’attuale e drammatica situazione. Crediamo, fermamente, che le proteste e le iniziative di questi ultimi mesi contro la Legge Lorenzin,  configurino già la nascita di un NUOVO MOVIMENTO POPOLARE titolare del diritto e del dovere di essere parte del “Governo del Paese”, con precisi obiettivi condivisi, con una struttura e organizzazione non partitica, con uno spirito di solidarietà universale rispetto ai bisogni dell’Umanità e della Terra, con un mandato revocabile da parte della maggioranza attiva del Movimento, mandato che si riconosce degli obiettivi imprescindibili quali:

  • Abrogazione della Legge Lorenzin e riappropriazione del governo della salute,
  • Difesa della Costituzione e abrogazione delle leggi anti-costituzionali, degli atti conseguenti e di tutti i vincoli, anche, che limitano la sovranità del nostro Stato: lo Stato siamo Noi!
  • Difesa della natura e delle risorse naturali (acqua in testa), dell’ambiente e della dimensione “locale” come valore storico, culturale, sociale ed economico, con autonomia di governo
  • Piano delle Grandi Opere, non certo quelle avviate e sbandierate dai governi che si sono succeduti dal ’90 a oggi, ma opere assolutamente necessarie e tali da produrre non un aumento ma un risparmio della spesa pubblica, quali, a esempio:

° interventi estesi per il riassetto idrogeologico del territorio nazionale,

° la salvaguardia boschiva e il ripopolamento dei boschi nonché una valida legge quadro per la montagna,

° interventi per l’arresto del processo di desertificazione e bonifica del territorio agricolo dai pesticidi con totale miglioramento della qualità dei prodotti alimentari: via la chimica dal piatto!

° recupero e valorizzazione dei Centri storici e di interesse ambientale e culturale e loro ripopolazione,

° potenziamento e valorizzazione dei parchi e riserve nazionali e regionali,

° risanamento energetico delle abitazioni con piani di intervento comunali,

° piani casa comunali con incentivazione alla realizzazione di “condomini solidali”,

° sviluppo del progetto “comuni virtuosi” e del progetto “Territori zero” per

una società a emissioni zero, rifiuti zero e chilometri zero”,

° sostegno alle imprese industriali e artigianali che utilizzino risparmi energetici ed energie pulite, materiali riciclabili e realizzino prodotti durevoli e sviluppo del lavoro,

e altri interventi mossi dalla stessa filosofia, capaci di produrre miglioramento della qualità della vita e benessere collettivo.

  • Dichiarare odioso e detestabile il debito pubblico e rilanciare la spesa pubblica, nei settori strategici indicati nonché nella scuola e nella sanità contro, comunque, ogni processo di medicalizzazione di tutte le fasi della vita. Si ricorda, per questo, che il debito lo abbiamo già abbondantemente pagato e che, in questo periodo, diamo alle banche nostre presunte creditrici 3.500 euro al secondo di interessi e interessi sugli interessi per una cifra giornalieri superiore a 300 milioni di euro.

E, poi, i soldi non ci sono! Ovviamente non per le banche ma per noi!

Da qui anche la riappropriazione della Banca d’Italia ceduta dagli anno ’80 ai privati, ovvero della sovranità monetaria.

Ancora, un nuovo patto tra Nord e Sud in grado di ricostruire idealmente e materialmente il nostro Paese senza misconoscere e avvilire le specifiche vocazioni delle diverse aree geografiche, delle diverse realtà locali. L’autonomia del Sud deve essere fondata sulla capacità di includere, ovvero di fare del Sud e dell’Italia il punto in cui l’Europa incontra, tramite il Mediterraneo, il Sud e l’Est del mondo, Mediterraneo che oggi è il territorio che i potenti del mondo hanno costruito come territorio delle guerre guerreggiate più durature e destabilizzanti del nostro pianeta.

Ancora, una medicina non difensiva e medicalizzante ma proattiva, di supporto alle capacità regolative del soggetto e della comunità, nonché a un modello distribuito di medicina del territorio.

Anche per la scuola è importante ricostruire il significato e le pratiche di una “Comunità educante”, riqualificare la figura dell’insegnante e del docente, la formazione e la didattica non tanto sulla base della valutazione quanto sull’apertura al mondo, sui significati complessi dell’esperienza umana, sulla ricostruzione dei processi storici e la capacità di problematizzare la realtà, sulla acquisizione di quella capacità non solo di apprendere ma di essere in grado di “apprendere ad apprendere”. E’ venuto il momento di parlare con franchezza di “slow education” cioè di una scuola di base che senza fretta aiuti il bambino a sentirsi parte della natura e del creato, a conoscere le stelle, ad amare le belle storie lette a voce alta da adulti amati, a distinguere non solo Jovanotti da Vasco Rossi ma anche Mozart da Rossini, a fare grandi dipinti pieni di colore e a sporcarsi le mani, a superate la frattura tra tempi storici e tempi biologici.

NON BASTA AVERE SOLO LA SALUTE ma attivare tutte le condizioni perché ci sia un benessere comune a tutti.

TUTTI INSIEME POTREMMO ESSERE PROTAGONISTI DI QUESTA POSSIBILITA’

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