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Test sui Vaccini Cervarix e Gardasil, 20.000 le nuove cavie

Test sui Vaccini Cervarix e Gardasil, 20.000 le nuove cavie

Test sui Vaccini Cervarix e Gardasil, 20.000 le nuove cavie
marzo 30
05:00 2017

Vaccinazioni Gardasil/Cervarix e gli studi sulla loro efficacia: ma non si dovrebbero fare prima dell’immissione in commercio?

Una vaccinazione che deve rientrare nel programma base? Non preoccupatevi, ci pensa lo stesso NCI, da sempre politicamente presente nelle scelte di mercato.

Ricordiamo che la ricerca di questo studio è in collaborazione con il National Cancer Institute degli Stati Uniti (NCI) e la School of Public Health presso la Harvard University .

Si tratta di scelte mediche o politiche?

Uno studio di impatto globale il seguente, che si terrà nella Costa Rica.

L’intento è quello di stabilire l’efficacia della vaccinazione Cervarix e Gardasil, i quali dovrebbero prevenire il cancro al collo dell’utero. La domanda sorge spontanea : questi test non dovrebbero essere fatti prima dell’immissione in commercio dei suddetti vaccini?

Lo studio inizierà a “reclutare” i partecipanti nel mese di agosto. L’idea è quella di avere 20.000 ragazzi tra i 12 ei 16 anni, e un altro gruppo di giovani di età compresa tra 17 e i  20 anni.

Questo l’obiettivo del Rica Agenzia Costa per la Ricerca Biomedica (ACIB), responsabile per la realizzazione del progetto.

Bernald Cortés nel laboratorio del Rica Agenzia Costa per la Ricerca Biomedica.

“Negli ultimi anni di ricerca abbiamo imparato molto sul papilloma virus, comprendendo meglio il legame tra questo e i tumori del collo dell’utero. Trovare la causa e agire attraverso la vaccinazione,  è un grande risultato. Il problema ora è l’accessibilità al suddetto da parte di quelle popolazioni che non ne hanno le possibilità, quando dovrebbe rientrare nei piani della sanità pubblica mondiale”, queste le affermazioni di  Rolando Herrero, medico e ricercatore della stessa IARC , che per anni ha indagato sulle caratteristiche del virus HPV ed il suo impatto.

Il suddetto ricercatore continua dichiarando “il problema non è solo l’accessibilità al suddetto vaccino da parte dei paesi poveri, ma la mancanza di risorse per mantenerlo in efficacia e l’assenza del personale qualificato”.

La ricerca di questo studio è in collaborazione con il National Cancer Institute degli Stati Uniti (NCI) e la School of Public Health presso la Harvard University .

“Ovviamente la selezione ed il reclutamento dei ragazzi che verranno sottoposti a vaccinazione verrà fatto rispettando determinati parametri medici” spiega Paula González, direttore del ACIB.

Come mai in quella zona?

Ogni anno in Costa Rica vengono identificati almeno 400 tumori cervicali. L’incidenza e la mortalità però sono diminuiti: nel 2000 l’incidenza è stata del 50,5 per 100.000 donne e la mortalità, 7,8 per 100.000. Nel 2013 erano 27,1 e 5 ogni 100.000 donne.

Una mortalità diminuita a causa della vaccinazione? Questo non viene detto.

La ricerca in dettaglio

Lo studio dovrà misurare l’efficacia di una singola dose di due tipi di vaccini: Cervarix e Gardasil.

Herrero spiega che i due vaccini hanno lo stesso antigene (sostanza che aiuterebbe l’organismo nella produzione di anticorpi). Ciò che differisce è l’adiuvante (sostanza che si trova nel vaccino per migliorare la risposta del corpo).

“Cervarix produce più anticorpi, ma da settembre, Gardasil riuscirà a proteggere contro più tipi di virus”, ha dichiarato il suddetto ricercatore.

Durante i test, alcuni pazienti verranno vaccinati con due dosi di Cervarix e altri due dosi di Gardasil 9. Poi un terzo gruppo riceverà una singola dose di Cervarix e il quarto gruppo, una singola dose di Gardasil nel mese di settembre.

Si prevede che i primi risultati sono pronti in circa quattro anni.

Paula González è il direttore del Rica dell’Agenzia Ricerca Biomedica Costa (ACIB)

Lo studio sarà fatto in Costa Rica è il primo del suo genere; da questo conseguiranno decisioni importanti su SCALA MONDIALE.

“L’India infatti sta conducendo un progetto simile (studio PATH) e daranno  informazioni al più presto. Il problema è che questo studio non è stato progettato per determinare l’efficacia di una singola dose ma è stato quello di testare il vaccino stesso” ha detto Herrero.

QUESTO E’ CRIMINALE, POICHE’ L’EFFICACIA DI UN VACCINO DOVREBBE ESSERE TESTATA PRIMA DELL’IMMISSIONE IN COMMERCIO DELLO STESSO

Ma Perché è stato il Costa Rica ad essere selezionato per questa ricerca?  Il lavoro di questi scienziati è iniziato sotto il nome di Guanacaste Epidemiology Project (PEG), di cui al comando si trovava già il ricercatore Herrero. Tra il 1997 e il 2014 il team si è concentrato sulle caratteristiche del cancro cervicale e tra il 2004 e il 2006, sul vaccino Cervarix.

Anche lo studio aveva suggerito che una singola dose potrebbe essere sufficiente.

Nel 2011 sulla rivista J ufficiale del National Cancer Institute (JNCI) è stato  mostrato che su 7.153 vaccinate, la metà ha ricevuto un vaccino contro l’HPV e la restante metà, un vaccino contro l’epatite A. Di queste, 5967 hanno ricevuto tre dosi, 802 e 384 hanno ricevuto solo due dosi.

Rolando Herrero, specialista Agenzia per la Ricerca sul Cancro dell’OMS partecipa in studio. 

Dopo quattro anni, coloro le quali avevano ricevuto le tre dosi avevano una copertura pari all’ 80,9% ; 84,1% coloro le quali avevano ricevuto due dosi mentre il restante aveva copertura al 100% ricevendo una sola dose.

Sarà vero?

“Questo non vuol dire che meno dosi equivalgano ad una minor efficacia”  spiega Ana Cecilia Rodríguez, autore del documento.

Per questo motivo è stato fatto un nuovo studio per determinare  su base scientifica l’efficacia della vaccinazione su dose singola o multipla.

Non sarà forse la volontà di spingere la suddetta vaccinazione la dove il sistema sanitario non la preveda? E’ questione di politica , come sempre.

A pensar male spesso è peccato ma difficilmente si sbaglia, infatti  sul mercato del Costa Rica, questi vaccini sono facilmente reperibili ma non sono a pieno titolo nel piano sanitario del CCSS. Per  ottenere questo, si attende lo9 studio sull’efficacia.

Roberto Arroba, coordinatore presso il Ministero della Salute e tecnico Segretario della Commissione Nazionale per le vaccinazioni ed Epidemiologia, ha confermato a The Nation che lo studio di efficacia per determinare se il vaccino HPV entreràè a pieno titolo nel programma di vaccinazione di base  è nella fase finale. Si è in attesa solo per la Pan American Health Organization (OPS) per gli ultimi controlli.

È il vaccino è sicuro?

I ricercatori e gli esperti medici dicono che, nonostante alcune lamentele, il vaccino è completamente sicuro. Peccato non abbiano ascoltato diverse decine di ricercatori al mondo come l’illustre professor Lee.

In Colombia come in tutto il mondo, decine e decine le ragazze danneggiate gravemente.

Aimee Kreimer, epidemiologo presso il National Cancer Center negli Stati Uniti, afferma che questi, siano casi sporadici nemmeno lontanamente da prendere in considerazione poichè i benefici di questi vaccini sono superiori rispetto ai rischi.

Smith è d’accordo: “nessun farmaco è sicuro al 100%, ma il comitato consultivo globale sulla sicurezza del vaccino continua a raccomandarne l’uso; se -continua- in molti casi sorgono diverse problematiche, non è colpa del vaccino ma dello stato di salute del paziente”.

TRADUZIONE E RICERCA A CURA DI VACCINIINFORMA

http://www.nacion.com/vivir/medicina/Estudio-papiloma-comenzaria-reclutar-participantes_0_1624237579.html?utm_source=Facebook&utm_medium=Social&utm_campaign=Echobox#link_time=1490802609

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