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Il British Medical Journal svela le bugie della GlaxoSmithKline e le sue contraffazioni sull’antidepressivo paroxetina, associato a suicidi di bambini e adolescenti

Il British Medical Journal svela le bugie della GlaxoSmithKline e le sue contraffazioni sull’antidepressivo paroxetina, associato a suicidi di bambini e adolescenti

novembre 20
05:00 2015

La Gsk mente sugli antidepressivi. Secondo i dati spingono bambini e adolescenti al suicidio.

MIAMI, FL - MARCH 23: A bottle of anti-depressant pills named Paxil are shown March 23, 2004 photographed in Miami, Florida. The Food and Drug Administration asked makers of popular anti-depressants to add or strengthen suicide-related warnings on their labels as well as the possibility of worsening depression especially at the beginning of treatment or when the doses are increased or decreased. (Photo Illustration by Joe Raedle/Getty Images)

MIAMI, FL – MARCH 23: A bottle of anti-depressant pills named Paxil are shown March 23, 2004 photographed in Miami, Florida. The Food and Drug Administration asked makers of popular anti-depressants to add or strengthen suicide-related warnings on their labels as well as the possibility of worsening depression especially at the beginning of treatment or when the doses are increased or decreased. (Photo Illustration by Joe Raedle/Getty Images)

Il British Medical Journal, che in uno studio pubblicato lo scorso 16 settembre ha dimostrato scientificamente che il potente antidepressivo a base di Paroxetina, prescritto da migliaia di medici in Italia e in tutta Europa, induce al suicidio e all’aggressività. Anziché combattere la depressione, questo medicinale la rende letale.

Perché è in vendita questo farmaco nocivo?

Le conclusioni della ricerca scientifica del British Medical Journal hanno confutato uno studio precedente del 2001 che aveva autorizzato al commercio la Paroxetina definendola efficace e ben tollerata per il trattamento di adolescenti depressi. I dati di questo studio erano FALSI.

Grazie a questo imbroglio la multinazionale GlaxoSmithKline (GSK) ha ottenuto milioni di euro di profitti facendo affari sulla salute dei minori, una vergogna.

Secondo Paolo Migone, medico specializzato in Psichiatria in Italia e negli Stati Uniti, mentre la GSK continuava a utilizzare lo studio del 2001 come dimostrazione dell’efficacia e sicurezza della Paroxetina, già nel 2004 la Procura generale di New York denunciava la multinazionale per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false.

Dopo lo Studio 329 del 2001, le vendite della paroxetina e di altri Ssri, gli “inibitori selettivi del re-uptake della serotonina” cioè gli antidepressivi non triciclici, subirono una fortissima impennata, grazie anche a prescrizioni di medici generici e pediatri, con il risultato che molti adolescenti subirono effetti negativi e alcuni morirono, come ha raccontato lo psichiatra esperto Professor Paolo Migone in un suo recente articolo.

La paroxetina divenne l’antidepressivo più venduto, con guadagni per centinaia di milioni di dollari e più di due milioni di ricette emesse ogni anno per i soli bambini e adolescenti.

Mentre la GlaxoSmithKline continuava a utilizzare lo Studio 329 come dimostrazione dell’efficacia e sicurezza della paroxetina, già nel 2004 la procura generale di New York denunciò la multinazionale per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false.

La causa si concluse con un accordo: la Gsk doveva pagava 2,5 milioni di dollari di sanzione (quasi 2,3 milioni di euro) e si impegnava a pubblicizzare sul suo sito i dati effettivi dello Studio 329.

Successivamente, anche il Dipartimento di giustizia americano denunciò la Gsk per truffa nei confronti di Medicare e Medicaid – le principali agenzie assicuratrici pubbliche che finanziano la Sanità in America – in quanto aveva diffuso affermazioni false o fraudolente. La Gsk si dichiarò colpevole e accettò di pagare 3 miliardi di dollari ovvero la multa più alta comminata a una azienda farmaceutica nella storia americana.
collusione 2

La GlaxoSmithKline fu allora definitivamente obbligata a rendere noti i dati relativi alla paroxetina. Ma lo fece a modo suo. La multinazionale pubblicò infatti oltre 77mila pagine di resoconti clinici visibili solo in remoto a video, senza che i file potessero essere scaricati o stampati. Una scelta ridicola e anche dannosa sia dal punto di vista reputazionale che sostanziale: di fatto questi manager intralciarono deliberatamente le verifiche scientifiche, danneggiando la salute di bambini e adolescenti pur di continuare a fare soldi.

Il team guidato dal professor Jon Jureidini presso l’Università di Adelaide ha successivamente identificato lo studio finanziato da GlaxoSmithKline come un esempio di un processo autorizzativo da rivedere, e utilizzando documenti in precedenza riservati ha rianalizzato i dati originali e ha scoperto che i dati all’epoca forniti dalla casa farmaceutica erano fortemente fuorvianti, e che il pericolo per i minori che utilizzano questo psicofarmaco è “clinicamente significativo”.

L’articolo pubblicato ora sul British Medical Journal – reso accessibile a tutti senza restrizioni, in virtù dell’assoluta importanza del tema trattato – è accompagnato da numerosi altri documenti che confermano l’aumento di crimini violenti nei giovani che assumono farmaci antidepressivi Ssri, categoria farmacologica cui appartiene sia la paroxetina – commercializzata come Daparox, Dropaxin, Eutimil, Sereupin e Seroxat – che l’altrettanto tristemente famoso Prozac, cioè la fluoxetina.

NEW YORK - JANUARY 4: Two bottles of Prozac are seen on a pharmacy shelf January 4, 2004 in New York City. The British Medical Journal (BMJ) sent the U.S.Food and Drug Administration documents submitted by an anonymous source that seem to show a link between Eli Lilly and Co.’s Prozac (fluoxetine) and suicide attempts and violence(Photo by Stephen Chernin/Getty Images)

Ciò che sconcerta di più è l’assordante silenzio di una parte significativa della neuropsichiatria infantile, anche italiana: risultati così sconcertanti – e per certi versi sconvolgenti – non hanno meritato neanche una dichiarazione da parte del Sinpia, la società scientifica che raggruppa gli specialisti in disturbi mentali dei minori; anche l’Istituto Mario Negri tace, sul loro sito neanche un comunicato; stesso dicasi dello Stella Maris, come della maggior parte dei centri più attivi nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini nel nostro paese.

D’altra parte non stupisce: all’associazione gemella del Simpia negli Stati Uniti, l’American academy of child and adolescent psychiatry, è stato chiesto per anni di ritrattare lo Studio 329, ma inutilmente. Tutte queste realtà dovrebbero vigilare sulla salute mentale dei più piccoli. Dovrebbero, appunto. Mai condizionale fu più appropriato.

 

 

 

CORRELATI

Farmaci e placebo nel trattamento della depressione.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25304538

La paroxetinaè l’unico psicofarmaco che può indurre al  suicidio.?
La risposta è “NO”.

“La paroxetina non è l’unico psicofarmaco che può avere come effetto collaterale la volontà di suicidarsi.
Ma l’ideazione suicidaria e comportamenti violenti possono essere indotti dagli antidepressivi SSRI in generale.
I meccanismi che portano a questi comportamenti sono:
ACATISIA, OTTUNDIMENTO EMOZIONALE e DELIRIO PSICOTICO.

Questi effetti non sono rarissimi.
Nell’articolo vengono inoltre spiegate le diversità tra le comuni situazioni di violenza o suicidio da quelle indotte all’uso di antidepressivi SSRI.”

http://wp.rxisk.org/lessons-from-ssristories-3-of-5-how-do-ssris-cause-violence-and-suicide/#.dpuf

http://www.justice.gov/sites/default/files/opa/legacy/2012/07/02/complaint-ex2.pdf

http://www.bmj.com/content/bmj/351/bmj.h4320.full.pdf

http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/CV-Migone.pdf

 

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