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Gli agenti chimici intossicano il cervello dei nostri bambini

Gli agenti chimici intossicano il cervello dei nostri bambini

Giugno 01
13:09 2014

d AMBROSIO

I prodotti chimici industriali sono un pericolo per i bambini, e le loro tossine potrebbero causare un’epidemia di disturbi dello sviluppo cerebrale.

L’allarme arriva da un articolo pubblicato su The Lancet Neurology da due dei maggiori esperti mondiali sul legame tra ambiente e salute dei bambini, che chiedono a tutti i Paesi di aggiornare le procedure di valutazione del rischio chimico.

«Negli ultimi sette anni il numero di sostanze chimiche tossiche per lo sviluppo neurologico è salito da 6 a 12, mentre il numero delle sostanze chimiche note per danni al cervello, ma non regolamentate per proteggere la salute dei bambini è passato da 202 a 214»
spiega Philippe Grandjean della Harvard School of Public Health di Boston.

Tali sostanze pericolose possono trovarsi in oggetti di uso quotidiano:
abbigliamento, mobili e giocattoli, ma i regolamenti attuali sono inadeguati per salvaguardare i bambini, il cui cervello è particolarmente vulnerabile ai tossici ambientali.

«Ci vuole una legge che obblighi i produttori a certificare che gli agenti chimici industriali, nuovi ed esistenti, siano stati detossificati o eliminati dai prodotti del commercio»
riprende il ricercatore, citando come esempio la proposta Reach(°) per la riforma della politica chimica europea approvata qualche anno fa.

«Con Reach i produttori di telefoni cellulari hanno bandito i ritardanti di fiamma a base di bromo e quelli di cosmetici ftalati e muschi artificiali, per fare un esempio» continua Grandjean,
sottolineando che è ormai ora di regole anche per i bambini, per evitare una futura pandemia di autismo, deficit di attenzione (Adhd), dislessia o paralisi cerebrale, con sofferenze e costi associati.

«Il peso economico dell’avvelenamento da piombo tra i bambini negli Stati Uniti, per esempio, raggiunge già oggi i 50 miliardi di dollari, e quello per la tossicità da metilmercurio circa 5 miliardi.
Ma questo potrebbe essere solo la punta dell’iceberg» ammonisce Grandjean,
ricordando che la stragrande maggioranza degli oltre ottantamila agenti chimici industriali usati in Nordamerica non sono mai stati testati per verificarne gli effetti tossici su feti e neonati.

«L’esposizione a queste sostanze durante lo sviluppo può provocare lesioni al cervello a concentrazioni molto più basse di quelle nocive per gli adulti» puntualizza il ricercatore.

E conclude:
«La nostra preoccupazione è che sia già in atto un’epidemia silenziosa tra i bambini di tutto il mondo esposti a sostanze chimiche tossiche non riconosciute, che stanno a poco a poco erodendone l’intelligenza, alterandone i comportamenti, pregiudicandone i risultati futuri nella vita e nella società, specie nei Paesi in via di sviluppo».

The Lancet Neurology, 2014; 13(3): 330-333

RIFLESSIONE:
“E come la mettiamo con tutti gli agenti chimici che iniettiamo nei bambini dal secondo/terzo mese di vita con la pratica vaccinale?
Questi adiuvanti, conservanti, aggreganti tossici non contano nulla?”

Fontehttps://www.facebook.com/groups/azmedal/295287650625271/

“Non è la conoscenza che ci manca.
Quello che ci manca
è il coraggio di comprendere ciò che sappiamo
e di trarre conclusioni.”
Sven Lindqvist

Effetti comportamentali della tossicità nello sviluppo
The Lancet Neurology, Vol. 13 n. 3 pp. 330-338
Le RM funzionali mostrano l’attivazione anormale nel cervello –
Attivazione media durante il test finger tapping (*) con la mano sinistra in tre adolescenti con una maggiore esposizione prenatale al metilmercurio (A) e tre adolescenti di controllo (B). I partecipanti di controllo attivano il premotoria e cortecce motorie sulla destra, mentre i partecipanti esposti al metilmercurio attivare queste aree bilateralmente. 31
Le RM funzionali mostrano l’attivazione anormale nel cervello – Attivazione media durante il test finger tapping (*) con la mano sinistra in tre adolescenti con una maggiore esposizione prenatale al metilmercurio (A) e tre adolescenti di controllo (B). I partecipanti di controllo attivano il premotoria e cortecce motorie sulla destra, mentre i partecipanti esposti al metilmercurio attivare queste aree bilateralmente. 31

Sommario

Disabilità dello sviluppo neurologico, tra cui l’autismo, disturbo da deficit di attenzione-iperattività, dislessia e altri disturbi cognitivi, colpiscono milioni di bambini in tutto il mondo, e alcune diagnosi sembrano essere in aumento in frequenza.
Sostanze chimiche industriali che danneggiano il cervello in via di sviluppo sono tra le cause note di questo aumento nella prevalenza.
Nel 2006, abbiamo fatto una revisione sistematica e identificato cinque sostanze chimiche industriali come neurotossici sviluppo:
piombo, metilmercurio, policlorobifenili, arsenico e toluene.”
Dal 2006, gli studi epidemiologici hanno documentato sei ulteriore sviluppo neurotoxicants-manganese, fluoruro, clorpirifos, diclorodifeniltricloroetano, tetracloroetilene, e gli eteri di difenile polibromurato.
Abbiamo postulato che sempre più neurotossica, restano ancora da scoprire.
Per controllare la pandemia di neurotossicità per lo sviluppo, proponiamo una strategia di prevenzione globale.
Prodotti chimici non testati non dovrebbero essere una presunzione di sicurezza allo sviluppo del cervello, e di prodotti chimici in uso esistente e tutte le nuove sostanze chimiche devono quindi essere testati per neurotossicità per lo sviluppo.
Per coordinare questi sforzi e per accelerare la traduzione della scienza in materia di prevenzione, proponiamo la costituzione urgente di una nuova stanza di compensazione internazionale.

Dr Philippe Grandjean MD a b , Philip J Landrigan MD c

a Department of Environmental Medicine, University of Southern Denmark, Odense, Denmark
b Department of Environmental Health, Harvard School of Public Health, Boston, MA, USA
c Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York, NY, USA
Correspondence to: Dr Philippe Grandjean, Environmental and Occupational Medicine and Epidemiology, Harvard School of Public Health, 401 Park Drive E-110, Boston, MA 02215, USA

The Lancet Neurology, Volume 13, Issue 3, Pages 330 – 338, March 2014
doi:10.1016/S1474-4422(13)70278-3

fonte:
http://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(13)70278-3/abstract Articolo in PDF

REACH: Registration, Evaluation, Authorisation of Chemical
Il Regolamento REACH: un nuovo sistema per garantire la sicurezza delle sostanze chimiche
Sintesi , adattamento e traduzione del documento “REACH in brief” pubblicato dalla Commissione Europea

1. Introduzione REACH significa Registration, Evaluation, Authorisation of Chemical ed è l’acronimo usato dalla Comunità Europea per descrivere il nuovo sistema di regolamentazione delle sostanze chimiche che, entrato in vigore il 1 giugno 2007. La nuova legislazione europea in materia di sostanze chimiche ha lo scopo di migliorare la conoscenza dei composti chimici prodotti e importati da parte delle aziende del settore. Essa costituisce la più grande ed importante regolamentazione in questo campo dell’ultimo ventennio. La normativa vigente distingue tra sostanze “esistenti”, immesse sul mercato prima del 1981 e quelle nuove (immesse dopo il 1981). Le sostanze esistenti sono 101.106, quelle “nuove” circa 3000. Mentre per le “nuove” è necessario che vengano effettuati alcuni test tossicologici prima della loro immissione sul mercato, per le ”esistenti” tali informazioni non sono richieste. Anche se i dati sulle sostanze “esistenti” non sono completamente assenti, spesso risultano lacunosi e scarsamente accessibili. Nel Libro Bianco sulla Strategia per una futura politica per gli agenti chimici, pubblicato nel febbraio 2001, la Commissione Europea ha sottolineato la necessità di dotarsi di un sistema per fare in modo che le sostanze attualmente in uso siano sicure e che l’industria chimica aumenti la propria competitività attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti in grado di sostituire quelli esistenti che risultano dannosi per la salute. Con questo obiettivo è nato il sistema Registration, Evaluation, Authorisation of Chemical – REACH. Il sistema REACH non distingue più tra sostanze esistenti e nuove. Gli elementi di base sono: 2. Registrazione Chi produce e chi importa una determinata sostanza in quantità uguale o superiore ad una tonnellata all’anno ha l’obbligo di registrarla presso l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche. La registrazione prevede la redazione di un fascicolo tecnico. Il fascicolo tecnico contiene: a) l’identità dei fabbricanti o degli importatori; b) l’identità della sostanza; c) informazioni sulla fabbricazione e sugli usi della sostanza. Tali informazioni si riferiscono a tutti gli usi identificati del dichiarante. I fabbricanti e gli importatori prendono in considerazione i rischi di ogni uso segnalato dai loro utenti a valle . Tuttavia, il fabbricante non è tenuto a fornire una sostanza per un uso che ritiene di non poter sostenere. d) la classificazione e l’etichettatura della sostanza; e) istruzioni riguardanti la sicurezza d’uso della sostanza; f) un sommario delle informazioni richieste; g) i sommari esaurienti delle informazioni richieste; h) una dichiarazione dalla quale risulti se sono state acquisite informazioni per mezzo di esperimenti compiuti su animali vertebrati; i) proposte di nuovi esperimenti in funzione delle quantità fabbricate o importate. Le proprietà intrinseche e i pericoli di ciascuna sostanza (proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed eco-tossicologiche), se non sono già conosciuti, possono essere determinati in diversi modi (modelli, studi epidemiologici o esperimenti). Quando sono necessari esperimenti sugli animali, i dichiaranti devono condividere le informazioni per ridurre gli esperimenti al minimo.

Un’eventuale dichiarazione di autorizzazione, per la consultazione da parte di altri dichiaranti , dei sommari di esperimenti non realizzati su animali vertebrati. Qualora più fabbricanti e/o importatori intendano fabbricare e/o importare nella Comunità una sostanza, è incoraggiata la trasmissione comune di dati . Per la registrazione di sostanze fabbricate o importate in quantità pari o superiori a 10 tonnellate all’anno da un fabbricante o da un importatore, è inoltre necessaria una relazione sulla sicurezza chimica, specificante le misure di gestione dei rischi. Tale relazione deve includere i differenti scenari di esposizione a seconda degli usi a cui è destinato e deve indicare le misure appropriate per la gestione del rischio associato alla sostanza. Una registrazione “leggera” viene richiesta per alcuni intermedi isolati, ovvero agenti chimici che entrano nel ciclo produttivo ma che sono diversi dal prodotto finale. Per queste sostanze è necessario presentare una valutazione dei pericoli ad essa connessi e informazioni di base sulle proprietà chimico- fisiche. Il processo di registrazione per circa 30.000 sostanze, si prevede possa essere completato entro 11 anni dall’entrata in vigore del sistema REACH. Entro tre anni dovranno essere registrate le sostanze prodotte in maggiore quantità (oltre 1000 tonnellate all’anno); entro sei anni, le produzioni comprese tra 100 e 1000 tonnellate e per ultimi (entro 11 anni) le sostanze che si producono in quantità inferiori alle 100 tonnellate.
[…]
da: http://wpage.unina.it/vsodano/reach-sintesi.pdf

Finger-Tapping Test
(Reitan e Davison, 1974); può essere richiesto a Reitan Neuropsychological Laboratory, 1338 East Edison Street, Tucson, AZ 85719.

E’ uno dei test contenuto nella Halstead-Reitan Battery (HRB). In questo test i pazienti premono un tasto con l’indice tanto rapidamente quanto è possibile per 10 secondi, mentre un contatore registra il numero di colpi. Si raggiungono in genere 5 prove con ciascuna mano, ma se ne possono somministrare fino a 10. Il punteggio è la media di tutte e cinque le prove o la media delle cinque prove che siano entro una differenza di cinque punti le une dalle altre. Per ciascuna mano viene calcolato un punteggio separato. Sono disponibili, per individui di età compresa tra 20 e 80 anni, dati normativi con correzioni demografiche (Heaton et al., 1991). I soggetti del gruppo di controllo testato hanno ottenuto una media di 50 colpi per ogni periodo di 10 secondi, con la mano destra; 45 colpi con la mano sinistra. Il cut-off del punteggio standardizzato è 50 per la mano dominante e 44 per la mano non dominante.

http://www.neuropsicologia.it/content/view/72/90/

 

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